SPOLETO – Umiltà, profilo basso, poca pubblicità, niente proclami, ma tanto lavoro in palestra.  Sono le armi vincenti per salire sul ring e Daniele lo sa. Ha iniziato a praticare la kickboxing a poco più di 10 anni ed oggi all’età di 24 anni è uno dei migliori giovani talenti europei.

Si chiama Daniele Valente e in questi giorni (21-25 gennaio) ha preso parte al terzo Senshi Invitational Training Camp, che si è svolto a Varna, in Bulgaria sotto la guida di due big delle kickboxing continentale ovvero i campioni  Albert Kraus e Andy Souwer.

Ma che cos’è il Senshi? È una prestigiosa organizzazione internazionale di sport da combattimento con sede in Bulgaria, specializzata in incontri di kickboxing (regole K-1), che seleziona i migliori atleti europei ed in particolare le giovani promesse.

Quella di Daniele Valente è una storia simile a quella di Rocky Balboa perché nel 2024 quasi per caso ha partecipato al Senshi e si è trovato a sfidare l’Apollo Cread della kickboxing bulgara, ovvero Peater Stoykov, atleta già campione del mondo Wako Pro.

Ebbene proprio come Balboa, Valente a Varna, in un palasport gremito in ogni ordine e grado per tifare il beniamino di casa ha fatto calare un silenzio tombale perché a sorpresa ha vinto l’incontro. A raccontare nel dettaglio i fatti è il giornalista Giovanni Cardarello di umbriaon.

Una vittoria che ha aperto al 24enne spoletino le strade verso il mondo della grande kickboxing internazionale ed il sogno ora, neanche a dirlo, è quello di diventare un professionista.

Daniele sa che per ora la cosa più importante è l’allenamento e dopo l’esperienza iniziale con il suo primo Maestro Mirko Gori, che lo ha portato fino al Senshi 2024, ha deciso di cambiare.

“Per continuare ad evolversi, – spiega umbriaon.it – “lo spoletino è costretto a una vita da pendolare, spostandosi costantemente fuori regione. La sua base tecnica è diventata la palestra Kai Muay Thai – Warrior’s Gym 1987 di Viterbo, un centro in grado di garantirgli gli standard necessari per competere con i giganti mondiali della disciplina”.

Ora la passione c’è, le doti fisiche anche, ma anche la tecnica e allora sognare non è vietato… perché spesso i sogni si avverano…