SPOLETO – Spoleto e la pallavolo? Una storia senza fine. Una storia che nasce negli anni 70, tocca l’apice degli anni 90 e si tramanda nel tempo fino ad arrivare ad oggi con due spoletini in “maglia azzurra”. Lo sport è storia e tradizione e a Spoleto negli anni si è diffusa quella cultura della pallavolo che poche città in Italia possono vantare.

Una tradizione che si tramanda nel tempo e la dimostrazione è arrivata la settimana scorsa. Lo spoletino Roberto Ciamarra è il vice allenatore della Nazionale Italiana maschile, mentre il giovane Tommaso Gallinella ha debuttato con la maglia della nazionale U17 al torneo Winter Cup di Pordenone.

La storia di Spoleto e della maglia azzurra inizia nel 1988. Nella Olio Venturi Spoleto gioca il russo Vjačeslav Zajcev e al San Matteo degli Infermi nasce un bambino di nome Ivan. Ebbene questo bambino ha scritto la storia della nazionale di pallavolo italiana arrivando a vincere, tra l’altro, un bronzo (Londra 2012) ed un argento (Rio 2016) olimpico.

C’è chi ci nasce e chi invece decide di venirci a vivere. È il caso dell’azzurra campionessa olimpica Myriam Sylla che, attratta da un’altra palla, quella a spicchi è diventata una spoletina. Come noto Miriam è la fidanzata del cestista spoletino Alessandro Cappelletti, giocatore di serie A, ed i due qualche anno fa hanno acquistato una casa proprio a Spoleto.

La sorte ha voluto che a fine 2024 Myriam Sylla ed Ivan Zaytsev posassero insieme per il calendario 2025 “True Love”, prodotto dalla Vero Volley, per lanciare un forte messaggio di  rispetto, inclusione ed uguaglianza.

Sono diversi insomma i motivi per dire che “Spoleto è una delle capitali italiane della pallavolo” e questo si deve senza dubbio anche a chi negli anni ha sostenuto le società locali, ovvero le famiglie Venturi e Monini o i dirigenti Duranti, Fontani, Zaffini, Corsetti, Zualdi e Mari che hanno portato la città di Spoleto in serie A.

Solo un ricordo però, perché questa tradizione rischia di scomparire. Sì, perché dopo anni di gloria oggi Spoleto al maschile partecipa all’ultimo campionato regionale di serie D, ma soprattutto non si intravede un futuro di rilancio per riportare la città nelle categorie che merita.

Eppure ci sono tanti giovani giocatori spoletini costretti addirittura ad emigrare per giocare a pallavolo e in tanti sentono la nostalgia delle sfide del PalaRota.

“Spoleto non può non avere una grande squadra di pallavolo…” A dirlo qualche mese fa, durante il memorial Walter Ponti, è stato il Professor Carmelo Pittera, uno che a Spoleto ha scritto la stora.