CASTEL RITALDI (dm) – Il centro sportivo Calisto è al centro di una battaglia legale tra il Comune di Castel Ritaldi e la Clitunno Volley, che ha vinto il primo round dinnanzi al Tar dell’Umbria. A dare la notizia è il quotidiano La Nazione con un articolo pubblicato oggi dal titolo “Battaglia legale sul Centro sportivo. Comune e associazione ai ferri corti. Il Tar dà ragione all’ex gestore”.
La vicenda risale a qualche anno fa, quando la società del Patron Fabrizio Buttarini fu improvvisamente “sfrattata” nonostante la convenziona per la concessione in gestione ventennale dell’impianto sportivo (firmato nel 2015) scadesse nel 2034.
I fatti
Dopo i lavori di restyiling del centro sportivo la Clitunno Volley ha chiesto al Comune di rientrare in possesso dell’impianto come previsto da convenzione. Il Comune però, come spiega La Nazione, “rispondeva che “l’area non poteva essere ancora riconsegnata non essendo “completate le attività amministrative volte alle necessarie verifiche circa la sicurezza dell’impianto stesso””.
In seguito ad un articolo riportato da La Nazione, ma anche da velleumbrasport.it, che denunciava lo stato di abbandono dell’impianto lo stesso Comune, con apposita ordinanza della fine del 2024 ordinava alla Clitunno Volley “di provvedere all’immediata messa in sicurezza della struttura entro 10 giorni dalla notifica del provvedimento”.
La Clitunno, assistita dagli avvocati Alessio Tomassucci e Marco Parmegiano Palmieri, si è appellata al Tar che ha accolto la richiesta di annullamento dell’ordinanza, spiegando che “il Comune imponeva alla Clitunno Volley di intervenire con finalità di tutela dell’incolumità pubblica ad un soggetto che era tuttora concessionario del servizio di gestione dell’impianto sportivo, ma che aveva perduto la materiale disponibilità dei luoghi da circa 18 mesi (a causa dei lavori ndr) e quindi non poteva in concreto intervenire in nessun modo”.
Ma non finisce qui perché c’è una seconda ordinanza, che ha fatto scattare un procedimento civile dinnanzi al Tribunale di Spoleto per la richiesta di risarcimento danni da parte della Clitunno Volley
“La durata del rapporto concessorio – spiega ancora il Tar – era fissata in 20 anni, ovvero fino al 4 agosto 2034, e la concessionaria si è obbligata con il Comune a svolgere lavori di miglioramento e riqualificazione della struttura per un importo complessivo di 227.467 euro, nonché a corrispondere un canone annuo di 1.097,14 euro”.
Lavori eseguiti e rigorosamente rendicontati al Comune che a questo punto rischia di dover risarcire una consistente cifra di denaro alla società sportiva perché oltre alla questione legata ai lavori la società sportiva ha anche perso circa cento tesserati interrompento tutte le attività federali.
Ora la domanda sorge spontanea: Chi ha firmato le ordinanze sapeva quali potessero essere le conseguenze di quegli atti pubbliciper l’ente? Ma soprattutto nonostante la riforma della Corte dei Conti voluta dal Governo Meloni è al corrente che la vicenda potrebbe finire anche sui banchi della giustizia amministrativa?









