SPOLETO (di Giacomo Restani) – Non dovremmo stupirci se tra i sinonimi di “pallavolo” dovesse figurare la voce “Spoleto”. Con ogni probabilità, per riassumere il glorioso passato della Città del Festival tra i palazzetti di Serie A e le carriere di tutti gli atleti ad essa connessi, non basterebbe un’intera collana di libri.
Anche in una fase transitoria come quella attuale, dove limiti infrastrutturali hanno allontanato la città dalla pallavolo che conta, Spoleto si conferma una fucina di talenti di livello nazionale e internazionale. L’ingresso di Roberto Ciamarra nello staff di coach Fefè De Giorgi come vice allenatore della nazionale maschile maggiore è solo l’ultima testimonianza di quanto affermato in precedenza.
In questi primi mesi del 2026 un giovane spoletino è infatti tornato a vestire la maglia azzurra. Si tratta di Tommaso Gallinella, pallavolista classe 2009 cresciuto nella Monini Spoleto e ora in forza alla Sir Safety Perugia dove è seguito dal responsabile tecnico del settore giovanile Andrea Piacentini.
Reduce dall’esperienza con la nazionale Under 17, Tommaso è passato dai nostri microfoni per raccontare i propri inizi con le ginocchiere indosso fino a giungere all’azzurro.
Ciao Tommaso, partiamo con una breve presentazione della tua carriera. Raccontaci di come hai iniziato a giocare e di come sei poi arrivato a Perugia.
“Ho iniziato a giocare a minivolley nella Monini Marconi intorno ai 6 anni, ma dopo circa due stagioni decisi di provare a giocare a calcio, molti miei amici lo praticavano e scelsi di provare anche io. Tuttavia, il richiamo della pallavolo rimase forte e a 11 anni tornai alla Monini in Under 13 e in Under 15. A 14 anni ho esordito in serie C sempre con la Monini e contestualmente, grazie alla collaborazione tra Spoleto e Perugia, ho iniziato a giocare con la Under 15 della Sir con la quale ho vinto il campionato regionale conquistando il pass per le fasi nazionali a Schio.
Dallo scorso anno sono stabilmente nella fila della Sir Safety, dove faccio parte delle rose di Serie B, Under 17 e Under 19″
Parliamo ora della tua più recente esperienza con la nazionale Under 17 alla Winter Cup di Pordenone.
“I primi di gennaio è arrivata la convocazione con la nazionale Under 18 per un raduno svoltosi a Messina, il primo appuntamento in preparazione dei campionati europei di categoria che si svolgeranno in Italia a luglio. È stato il perfetto coronamento di un percorso di due anni durante Il quale ho raggiunto quattro finali nazionali, due con la rappresentativa umbra indoor e due con quella di beach, oltre alla finale nazionale Under 15 con la Sir.
A distanza di poco più di un mese è arrivata la seconda convocazione in nazionale, questa volta per un torneo ufficiale, la Winter Cup di Pordenone. Erano presenti otto nazionali di altissimo livello, abbiamo chiuso al secondo posto ed ho avuto la possibilità di giocare praticamente sempre titolare”.
La prossima domanda è scontata: cos’hai provato nel vestire la maglia azzurra?
“È un sogno che si avvera, ogni bambino che inizia a fare un qualsiasi sport a livello agonistico spera un giorno di poterla indossare. È una sensazione difficile da descrivere, sicuramente è motivo di grande orgoglio, ma fornisce anche un senso di responsabilità; quando prima della finale ho cantato l’inno nazionale insieme a tutti i miei compagni mi sono sentito un privilegiato, ho pensato solo a dare il meglio e a cercare di godermi ogni singolo momento”.
Tornando a Perugia, la tua Sir si trova nel girone E di Serie B. Come giudichi la stagione fino a questo momento e quali obiettivi personali e di squadra ti poni?
“Questa è la mia prima esperienza in Serie B, una stagione durante la quale ho potuto imparare tanto dai miei allenatori e dai miei compagni più esperti. Il girone E è molto tosto, il livello è altissimo, dopo qualche difficoltà iniziale abbiamo trovato la quadra e stanno arrivando i risultati. Per ora la stagione è ampiamente positiva e sono certo che possiamo chiudere in crescendo il campionato”.
Riesci a conciliare l’attività sportiva con lo studio?
“Frequento il quarto anno di Liceo Scientifico a Spoleto. Attualmente svolgo cinque allenamenti settimanali a cui si aggiunge la partita del fine settimana e l’impegno è notevole. Cerco di lavorare il più possibile la mattina a scuola e di sfruttare i viaggi in macchina per studiare. Non è semplice, ma sicuramente ne vale la pena”.
Hai avuto modo di osservare come lavorano i professionisti della superlega a Perugia? Cosa ti ha impressionato di più del loro lavoro?
Far parte della Sir Safety ti dà la possibilità di vivere molto da vicino la pallavolo di vertice a livello mondiale. Vedere allenarsi i campioni della Sir ti fa capire quanto sia importante cercare di migliorarsi ogni giorno, quanto la cura dei dettagli faccia la differenza a tutti i livelli. Mi impressiona vedere l’entusiasmo con cui campioni del genere passano ore e ore in palestra”.
Hai un modello di riferimento, un idolo, nella pallavolo dei grandi?
“L’atleta che costituisce il mio punto di riferimento assoluto gioca a Perugia, mi capita spesso di vederlo in allenamento ed è senza dubbio Oleh Plotnytskyi, un giocatore che unisce fantastiche doti atletiche a una tecnica fuori dal comune. Una vera fonte di ispirazione per me”.
Come lo stesso Oleh sei anche tu una banda, un ruolo molto completo: in quale fondamentale ti senti più a tuo agio e in quale senti di dover lavorare di più?
“Il fondamentale che mi viene più naturale è sicuramente la ricezione, ma ho ancora tantissimo da imparare per poter migliorare in tutti i fondamentali”.
Come hai ricordato in precedenza, hai anche esperienze sulla sabbia a un ottimo livello. Cosa ami della pallavolo sulla sabbia?
“Del beach amo il fatto che è uno sport completo, dove la fatica spesso ti porta a spingerti oltre il limite. Poi, il giocare in coppia ti rende sempre protagonista in ogni azione, non c’è mai un attimo di pausa. Inoltre, ne apprezzo l’ambiente, lo trovo stimolante nel fare gruppo e molto divertente”.
Ti sei posto dei traguardi o pensi solo a giocare? Dove ti piacerebbe arrivare?
“Per ora penso solo a giocare e divertirmi ogni giorno con l’obiettivo di migliorarmi. L’unico traguardo che mi sono posto è quello di far parte del gruppo che parteciperà agli Europei Under 18 di Luglio, il percorso è ancora lungo ma ci metterò il massimo impegno”.
In chiusura, ti chiedo un pensiero sulla pallavolo a Spoleto. Che augurio fai alla tua città?
“Ho iniziato a giocare a Spoleto negli anni della scalata dalla B2 fino alla serie A, ero piccolo ma ricordo un palazzetto sempre pieno e tanto entusiasmo attorno alla squadra. Mi auguro che possano tornare presto quei tempi, la città e tutto il movimento lo meritano”.








