SPOLETO (di Giacomo Restani) – Una delle testimonianze più evidenti che la giunta Sisti ha lasciato alla città di Spoleto come traccia del proprio operato in ormai più di quattro anni di amministrazione è senza dubbio l’imponente intervento di riqualificazione che sta interessando l’area dello Stadio “Giancarlo Mercatelli” e del nuovo “PalaVecchio”. La strategia della giunta comunale spoletina nell’utilizzo dei fondi PNRR destinati alle infrastrutture sportive cittadine si è rivelata piuttosto netta: riqualificare e modernizzare gli spazi esistenti mantenendone le attuali destinazioni d’uso. A luglio 2026, i lavori nell’area del Palazzetto Vecchio proseguono spediti verso la conclusione prevista entro la fine dell’anno. Parallelamente, la giunta guidata da Andrea Sisti è riuscita a ottenere un ulteriore finanziamento per il rifacimento della pista d’atletica di Piazza d’Armi, unico impianto a otto corsie di tutta la regione Umbria, il cui asfalto versava da tempo in condizioni inadeguate all’attività agonistica.

Critiche dai banchi dell’opposizione riguardo alle scelte dell’amministrazione del “Patto Avanti” non sono ovviamente mancate. A destare grande perplessità tra la minoranza nell’impiego di risorse di tale rilevanza è la capienza del nuovo Palazzetto Vecchio che, con i suoi 390 posti, non sarà in grado di risolvere il problema della mancanza di una struttura capace di ospitare grandi eventi sportivi.

Chi invece ha da subito voluto sottoporre all’attenzione del consiglio comunale un’ipotesi di conversione dello stadio “Mercatelli” a fini diversi da quello calcistico è stato Diego Catanossi, capogruppo di Spoleto 2030. Nell’aprile 2022 il gruppo rappresentato dal professor Catanossi aveva infatti presentato una mozione volta a impegnare la giunta comunale nella delocalizzazione dello Stadio, da cui nacque la proposta di invertire le funzioni con la Pista d’atletica. Ora che il finanziamento per il rifacimento della pista d’atletica è stato ottenuto, l’ipotesi di invertire le funzioni dei due impianti sembra ormai essere tramontata; tuttavia, la prospettiva di un accorpamento di entrambe le funzioni nello stadio di Piazza d’Armi sarebbe ancora percorribile.
Di questo e altro abbiamo parlato con il consigliere di opposizione Diego Catanossi nell’intervista di seguito riportata.

Ben trovato Diego. Facciamo un salto indietro all’aprile del 2022 e alla mozione presentata da Spoleto 2030 cercando di ripercorrere i punti salienti della vicenda. Come nasce l’idea della delocalizzazione dello Stadio?
“La proposta di delocalizzazione dello Stadio era già presente nel programma elettorale di Spoleto 2030, molto prima della partenza dei lavori che tutti conosciamo alle varie infrastrutture sportive. Il nostro Stefano Giannetti, architetto e coordinatore del tavolo “Spoleto e territorio”, in fase di stesura del programma aveva lanciato questa proposta da cui successivamente è nata l’idea dell’inversione di funzioni tra Stadio di calcio e Pista d’atletica, poiché sapevamo che interventi in quelle aree avrebbero di lì a poco ricevuto finanziamenti. Eravamo certi che al “Mercatelli” ci fosse lo spazio per realizzare una pista d’atletica, attività che rispetto al calcio si integra meglio in un contesto di vicinanza al centro storico, seguendo il modello del “Santa Giuliana” di Perugia. La delocalizzazione dello Stadio, oltre a risolvere la questione dei parcheggi che vorrei approfondire in seguito, andrebbe a riservare la visione dell’evento sportivo agli spettatori paganti presenti sulle tribune. Al “Mercatelli” si è cercato di arginare questo problema piantando degli alberi perimetrali; l’atletica al “Mercatelli” avrebbe eliminato questa imperfezione alla radice. Altre criticità, a nostro avviso, riguardavano il connubio parco-stadio con particolare attenzione al mantenimento dell’esclusività per gli spettatori paganti, difatti i lavori sull’area del parco Chico Mendes hanno subìto una battuta d’arresto.
Da queste premesse nasce la nostra mozione di aprile 2022 che, tengo a precisarlo, è stata votata favorevolmente solo dal sottoscritto. Viste le partenze dei lavori di rifacimento del Palazzetto Vecchio e della Pista d’atletica abbiamo accantonato la proposta di inversione a favore della delocalizzazione dello Stadio di calcio e l’accorpamento di funzioni allo Stadio di Piazza d’Armi, area che il Comune ha ormai acquisito dal Demanio”.

Passiamo ora in rassegna quali sono state invece le mosse effettive dell’amministrazione Sisti a riguardo.
“Il costo dei lavori programmati dalla giunta nell’area della salita dello Stadio ammonta a circa 7.5 milioni di euro, di cui 5 da fondi PNRR e circa 2.5 di mutuo. Il Palazzetto Vecchio avrà a disposizione meno di 400 posti a sedere e nei volumi è di tre volte e mezzo superiore alla struttura precedente. In tempi recenti i lavori al palazzetto sono stati attenzionati anche da un provvedimento avviato da ANAC, poi archiviato, come sappiamo. La prossimità al centro storico viene giustificata dalla giunta con l’intento di utilizzare il nuovo palazzetto per spettacoli di vario genere, non solo sportivi, anche se andrebbe fatta una valutazione sull’acustica. Per quanto riguarda lo Stadio, sembrerebbe esserci un finanziamento sulla copertura della tribuna e un restyling degli spogliatoi. Il rettangolo di gioco dello stadio subirà un ridimensionamento che costringerà le società a chiedere deroghe per disputare categorie superiori all’Eccellenza”.

Quali sono a tuo avviso le principali criticità che possono presentare queste scelte progettuali dell’amministrazione?
“Il primo tema riguarda i parcheggi, questione che ho posto di recente anche in aula di Consiglio Comunale. È vero, abbiamo il parcheggio coperto della Spoletosfera a due passi, ma l’appena disputato Torneo dei Bar al circolo tennis è stato la prova del fatto che i cittadini non sono disposti a spendere denaro anche per parcheggiare, oltre all’ingresso allo Stadio. Durante il torneo cestistico, tra l’altro a ingresso gratuito, sono infatti stati molteplici gli esempi di sosta “selvaggia” lungo strada, ragion per cui avevamo pensato a un ticket che includesse l’accesso all’evento sportivo e la possibilità di posteggiare nel parcheggio di struttura.
Un altro punto riguarda la visione su quell’area di città, poiché anche la “Dante” verrà interessata da lavori e a quel punto una struttura come il Palazzetto potrà risultare utile a fini scolastici, anche se sovradimensionata e con un costo troppo alto. In questa prospettiva, un campo d’atletica avrebbe giovato maggiormente alle scuole rispetto a un campo da calcio.
Comunque, arrivati a questo punto, l’accorpamento delle funzioni di stadio da calcio e campo d’atletica a Piazza d’Armi resta una soluzione percorribile che eliminerebbe il problema dei parcheggi e consentirebbe di destinare l’attuale “Mercatelli” a un uso più consono all’area che occupa, oltre a un’ottimizzazione delle risorse economiche e umane mai come ora necessaria. Le risorse per la pista d’atletica sono state trovate, convogliare quelle destinate allo Stadio su Piazza d’Armi è secondo noi fondamentale. Il modello del “Blasone” di Foligno da questo punto di vista è un esempio di struttura che funziona.
Le risorse avute a disposizione da questa amministrazione lasciano tutt’altro che indifferenti e, a nostro avviso, la giunta Sisti ha peccato nella programmazione non solo della fase finale ma anche della fase transitoria, poiché allo stato attuale molte società sportive sono in grossa difficoltà nel trovare spazi per esercitare la propria attività. Le generazioni più giovani stanno vivendo i propri anni di formazione sportiva e di divertimento con lo sport in questo momento e questo andava accompagnato in maniera differente. Siamo ben lontani dai temi di rigenerazione urbana, di dialogo tra centro e periferia, su cui tanto abbiamo insistito”.

Potresti dunque fare un sunto dei vantaggi che l’ormai improbabile inversione o il più applicabile accorpamento di funzioni a Piazza d’Armi porterebbe?
“Ricapitolando, il vantaggio principale sarebbe quello di trasferire il tutto a un’area con molti meno vincoli, dai parcheggi all’impatto acustico, per fare due esempi. L’accorpamento permetterebbe inoltre di concentrare, come dicevo in precedenza, risorse umane ed economiche su un’unica struttura. Il rifacimento della pista e la realizzazione di una tribuna aprirebbero uno spiraglio anche sui grandi eventi, anche se non si può parlare del problema grandi eventi senza aprire una parentesi sul PalaRota, a cui a breve arriveranno 300 mila euro per dei piccoli e necessari lavori di ristrutturazione. La riqualificazione del Palazzetto Vecchio andava certamente effettuata, ma con una spesa di gran lunga inferiore alle cifre che ho riportato in precedenza. Avrei invece concentrato le risorse ottenute su un ampliamento del palazzetto di Piazza d’Armi, anche se resta il problema dell’altezza, su cui è difficile agire”.

Nel valutare l’operato di un’amministrazione, molto passa dall’osservare dove sono state impiegate le maggiori risorse economiche, come nel caso delle sopraelencate infrastrutture sportive. In chiusura, come giudichi dunque quanto fatto dalla giunta Sisti in quasi cinque anni di legislatura? Il dialogo tra la maggioranza e le opposizioni è stato produttivo?
“Alla prima domanda ho in parte già risposto. Le mosse della giunta si sono concentrate sulla riqualificazione e non sulla rigenerazione, utilizzando risorse economiche che mai si erano viste prima. A mio avviso, sin da prima delle elezioni è mancata la volontà di portare avanti una visione di rinnovamento della città.
Per quanto riguarda il secondo punto, il dialogo con le forze di opposizione di cui faccio parte è stato completamente assente. Sulla questione palazzetto, ad esempio, abbiamo ricevuto l’ok per l’accesso agli atti solo dopo la delibera di giunta sui lavori, praticamente a giochi fatti. Il dialogo costruttivo con tutte le forze politiche della città è un tema su cui si deve necessariamente migliorare”.