MASSA MARTANA (di Giacomo Restani) – La vittoria interna ai danni del Bastia maturata nell’ultima giornata ha consentito all’Atletico BMG di restare in solitaria al quarto posto e in piena corsa playoff con appena sei giornate rimanenti. Risultato che, almeno ai nastri di partenza, era impronosticabile per gli uomini di mister Michele Proietti, il quale dall’inizio del campionato ha più volte dichiarato che l’obiettivo della società è la permanenza in Eccellenza. Per comprendere la grandezza della stagione disputata sin qui dall’Atletico è sufficiente osservare la graduatoria: alle spalle della società targata Giano-Massa-Gualdo figurano squadre con ambizioni di gran lunga superiori, Terni FC su tutte.
L’organico costituito dalla dirigenza e dalla sapiente mano del DS Simone Angelini si contraddistingue anche per un certo pluralismo linguistico e culturale. Tra un sorso di “mate” e l’altro, tre ragazzi argentini stanno infatti trascinando il gruppo di capitan Battistelli a suon di prestazioni convincenti. Noi di ValleUmbraSport abbiamo raccolto l’invito di Diego González, Jorge Tapia e Lautaro Dantraccoli nel loro appartamento tra le campagne di Massa Martana per ripercorrere le loro storie dal calcio argentino all’Eccellenza umbra.
Ciao ragazzi, partiamo con una vostra breve presentazione. Quando avete iniziato a giocare a calcio?
Lautaro: “Sono Lautaro Dantraccoli, sono nato nel 2003, faccio l’attaccante e vengo da Mina Clavero, nella provincia argentina di Córdoba. Gioco a calcio praticamente da sempre, da quando avevo 3 anni”.
Diego: “Mi chiamo Diego González, sono del 2000 e sono un centrocampista. Vengo da Mendoza, Argentina, dove ho iniziato a giocare a calcio quando avevo 4 o 5 anni”.
Jorge: “Jorge Tapia, difensore, sono del 2000 come Diego. Vengo da Lima, in provincia di Buenos Aires, gioco a calcio da quando avevo circa 5 anni”.
Quando siete arrivati in Italia e perché avete preso questa decisione?
Lautaro: “Io sono al mio quarto anno in Italia, sono arrivato all’Atletico dopo l’esperienza dello scorso anno a Rimini. Sono venuto qui in Italia per cercare di costruire un futuro migliore assieme a mia sorella, che vive a Roma. Ci tengo a ringraziare tutta la mia famiglia, perché è sempre stata presente per me”.
Diego: “Sono al mio secondo anno in Italia, nella scorsa stagione ho giocato nel campionato di Eccellenza marchigiana a Montegranaro. Ho sempre desiderato provare un’esperienza europea in paesi come la Spagna o l’Italia, appena si è presentata l’opportunità l’ho colta al volo”.
Jorge: “Questo è il mio primo anno in Italia, sono qui da sei mesi. È un paese che mi è sempre piaciuto, in più la nonna di mia madre è italiana, quindi ho scelto di venire qui anche per questo motivo”.
Chi è il vostro idolo calcistico, quello che da bambini cercavate di imitare?
Lautaro: “Da piccolo guardavo sempre Suarez, mi piaceva moltissimo, mentre mio padre mi mostrava i video di Batistuta. Adesso il mio preferito è senza dubbio Lautaro Martinez, attaccante fortissimo”.
Diego: “Il mio idolo calcistico è sempre stato il mio papà. Lo ho visto giocare tante volte, gli piace giocare con gli amici anche ora che è un po’ più vecchio. Secondo me è il più forte di tutti, non ha avuto la fortuna di diventare un professionista, ma lo ho sempre ammirato e lo ringrazio”.
Jorge: “Mi è sempre piaciuto molto Mascherano, per qualità e temperamento. Inoltre, come me era in grado di ricoprire più ruoli, era impressionante”.
Qual è una caratteristica che in campo rubereste agli altri due?
Lautaro: “A Jorge invidio molto il colpo di testa e la facilità che ha nell’adattarsi a ricoprire ruoli diversi; a Diego ruberei il calcio e quella che noi chiamiamo “garra”, la grinta”.
Diego: “A Jorge ruberei lo stacco di testa, è un ottimo colpitore; a Lautaro invidio il fiuto del goal, la facilità con cui trova la rete”.
Jorge: “Ruberei a Diego il lancio lungo, a Lautaro invece l’aggressività”.
Una volta arrivati in Italia vi siete dovuti adattare non solo a una nuova vita ma anche a un nuovo calcio. Quali sono le maggiori differenze tra il calcio argentino e quello italiano?
Lautaro: “In Argentina giocavamo nelle Primavere di squadre di serie A o serie B, dunque in campi e impianti di livello superiore al calcio dilettantistico italiano. A parte questo, la differenza più grande riguarda il fatto che In Argentina i ragazzi crescono tutti con il sogno di giocare in nazionale. Qui in Italia sembra quasi che la nazionale non interessi ai ragazzi, è un peccato; è anche questo il motivo per cui le squadre vanno a cercare calciatori stranieri: loro giocano per vivere”.
Diego: “Per me il calcio è calcio ovunque, non noto molte differenze. Forse si può fare un discorso sulla grinta, perché in Argentina ogni palla si gioca come se fosse l’ultima. Poi, gli arbitri in Argentina lasciano andare molto, qui in Italia fischiano molto di più. Inoltre, in Argentina non esiste la regola degli Under; se meriti di giocare, giochi”.
Parliamo di spogliatoio. Che rapporto avete con mister Proietti? Vi sentite valorizzati dal suo lavoro?
Lautaro: “Credo che siamo tutti soddisfatti del lavoro del mister. Non cambiamo molto da una settimana all’altra, cerchiamo di lavorare in maniera continua. Non è facile guidare un gruppo numeroso come il nostro, ma il mister ti mette sempre a tuo agio, ti dà fiducia e sai sempre che puoi parlare con lui. La sua cura della fase difensiva è maniacale, lascia molta libertà a noi attaccanti”.
Diego: “Devo ringraziare il mister per la fiducia che ha avuto in me, perché non mi conosceva. Da quando sono arrivato mi ha sempre detto di stare tranquillo, mi ha sempre dato la possibilità di parlargli e per un giocatore avere dialogo con il proprio mister è fondamentale”.
Jorge: “Il mister è molto intelligente, conosce benissimo le altre squadre e di lui apprezzo il fatto che riesca sempre ad adattarsi al meglio all’avversario. Durante la settimana parliamo spessissimo delle caratteristiche dell’avversario che andremo ad affrontare”.
Secondo il vostro giudizio, cos’è più importante in categorie come l’Eccellenza? Avere un allenatore perfetto nella tattica o più bravo nel gestire il gruppo?
Diego: “Rispondo io per tutti, avere un allenatore che sappia gestire al meglio lo spogliatoio è fondamentale. Quest’anno lo abbiamo dimostrato, se in classifica siamo così in alto è merito del gruppo. Un giocatore forte, da solo, può vincere una partita; il campionato lo vince il gruppo”.
Lautaro: “Il mister è stato bravissimo a portare con sé giocatori esperti come Battistelli, Cavitolo e Menchinella. Sono pedine fondamentali nel nostro spogliatoio. Inoltre, abbiamo una società molto presente, pronta a intervenire in qualsiasi momento. Ci seguono costantemente anche durante gli allenamenti, questo fattore aiuta moltissimo”.
Chi è secondo voi il giocatore più forte del campionato di Eccellenza?
Lautaro: “Secondo me, Perri della Nuova Alba. Mi sono stupito nel vedere uno con la sua carriera in queste categorie, è veramente forte”.
Diego e Jorge: “Ne avevamo parlato insieme, ci hanno impressionato Proietti e Brunetti, centrocampisti dell’Angelana. E poi sicuramente Leone della narnese, ha uno strappo di un’altra categoria”.
Vi chiedo di dare un voto alla stagione dell’Atletico BMG sin qui e alle vostre prestazioni individuali.
Lautaro: “Alla mia stagione do un 8, la stagione non è ancora finita e voglio provare a fare qualche goal in più. Alla squadra do un bel 9, penso che possiamo fare un ulteriore salto per il 10, ma gli obiettivi che avevamo a inizio anno sono ampiamente raggiunti”.
Diego: “Sono d’accordo con Lauti, le prime due settimane parlavamo di salvezza e di un gran lavoro da fare, quindi è 9 anche per me. Alla mia stagione do un 7, sono molto autocritico, non ho giocato male ma penso di poter fare molto meglio”.
Jorge: “Collettivamente abbiamo disputato una grande stagione, sicuramente da 9. Individualmente mi do un voto tra il 7 e l’8, per essere il mio primo anno in Italia non è andata affatto male”.
Passiamo velocemente alla Coppa Eccellenza, avete avuto la possibilità di giocare in uno stadio prestigioso come il “Liberati”. È più grande la delusione di aver perso quella finale o la soddisfazione per esserci arrivati?
Lautaro: “La delusione c’è, quando arrivi in una finale del genere è normale voler vincere. Però eravamo contenti, abbiamo fatto un gran percorso in coppa, è stata una bellissima esperienza”.
Diego: “Quella sera lì è stato difficile, non ero soddisfatto. Però dopo qualche giorno abbiamo smaltito la delusione ed è rimasta la contentezza per il percorso che ci ha portato fin lì”.
Jorge: “Un po’ mi è dispiaciuto, secondo me avevamo le carte in regola per vincerla. Abbiamo perso per dettagli minimi, ma l’emozione di giocarla è stata forte”.
In chiusura vi chiedo l’obiettivo dell’Atletico BMG per questo finale di stagione. Grazie ragazzi.
Lautaro: “Non dobbiamo né sottovalutarci né montarci la testa, sarà fondamentale mantenere la calma per provare a chiudere la stagione fra le prime cinque”.
Diego: “Io vedo il calcio partita per partita, pensiamo così da inizio anno e dobbiamo continuare. Arrivare ai playoff sarebbe un regalo enorme per noi, ma ancora c’è molto lavoro da fare”.
Jorge: “Penso sempre al bene della squadra, dobbiamo fare più punti possibile senza fare troppi conti, a fine campionato vedremo dove saremo”.








