SPOLETO (di Riccardo Elia) – Mancano ormai dieci giornate al termine del campionato di Eccellenza umbro 2025/26 e lo Spoleto del patron Vittorio Montesi sta attraversando il periodo di forma migliore della sua stagione, che ha consentito alla neopromossa della valle Umbra di trovarsi al nono posto della classifica, esattamente a 4 punti sia dalla zona Playout, che dalla zona Playoff. Questo grazie ad un ruolino di marcia formidabile, in un girone di ritorno che ha visto i biancorossi conquistare 10 punti su 15 disponibili e centrare 3 vittorie consecutive nelle ultime 3 uscite.

Per conoscere il segreto di questo filotto di successi e permettere ai nostri amati lettori di conoscere più da vicino i protagonisti della stagione, siamo di nuovo entrati nello spogliatoio spoletino, stavolta per ascoltare la voce di un ragazzo (classe 2006) che ha fatto tante scelte coraggiose in questa stagione.

Scelte che hanno consentito a Francesco Meriggioli (foto di Marco Sivori) di crescere come persona e come calciatore, fino a renderlo protagonista assoluto nell’ultimo match disputato dai ragazzi di Isidori contro il Pierantonio, neutralizzando un calcio di rigore mentre il risultato era ancora in bilico. Due mesi fa difendeva la porta della Julia Spello, ultima nel girone C di Prima Categoria, poi il ritorno a Spoleto.

Ciao Francesco, benvenuto e grazie per la tua disponibilità. Ti va di raccontarci questo periodo di forma strepitoso dello Spoleto? Per la prima volta dall’inizio del campionato avete centrato tre vittorie di fila e state sicuramente vivendo il miglior momento da inizio stagione, non so se ce lo vuoi svelare, ma te lo devo chiedere: qual è il segreto di questo momento?
“Non credo ci sia un vero e proprio segreto. Penso che il motivo principale di questo andamento sia da ricercare nel gruppo: siamo uniti, coesi e lavoriamo ogni giorno con grandissima voglia e determinazione. Agli allenamenti c’è grande intensità, stiamo bene sia fisicamente che mentalmente e ora raccogliamo i frutti del nostro lavoro.”

Parliamo un po’ di te, sei tra i giocatori dello Spoleto che ha conquistato la promozione di categoria lo scorso anno, poi la decisione di andare alla Julia Spello infine il ritorno tra le fila dei biancorossi, che prima parte di stagione è stata?
“La prima parte di stagione è stata abbastanza particolare per me. Ad ottobre ho deciso di scendere di categoria per trovare più spazio, ritrovare continuità e divertirmi, che poi è la cosa fondamentale nel calcio. L’esperienza a Spello si è rivelata molto importante per me perché mi ha permesso di maturare notevolmente oltre che dal punto di vista calcistico anche a livello umano. Poi con il cambio tecnico mi si è presentata l’opportunità di rientrare e ho deciso di tornare a Spoleto per giocarmi le mie carte e al momento sono molto felice perché sto trovando il mio spazio e sto crescendo molto.”

Proseguendo con l’analisi della stagione, ti sei reso protagonista nell’ultimo periodo in cui mister Marco Isidori ti ha dato fiducia, grazie alle tue buone prestazioni e nell’ultima giornata anche per il rigore parato ai danni del Pierantonio. L’augurio di continuare cosí te lo facciamo noi, ma come si fa a rimanere pronti e come hai vissuto questi momenti raccontacelo tu.
“È stato un periodo molto intenso e importante per me. Ho cercato di farmi trovare sempre pronto, anche quando non giocavo, lavorando con continuità e dando sempre il massimo in allenamento perché se fai il portiere sai che puoi essere chiamato in causa in qualsiasi momento. Sin da subito ho sentito grande fiducia da parte di mister Isidori ma anche da parte di mister Loretoni, dal nostro preparatore dei portieri Cecchi e di tutta la squadra: penso sia stata fondamentale e li ringrazio. Ad essere onesto non sento di essere stato protagonista in questo periodo, penso che la squadra abbia svolto un grande lavoro, soprattutto nella fase difensiva, permettendomi di occuparmi principalmente dell’ordinaria amministrazione, mi hanno reso più facile la vita. Il rigore parato a Pierantonio resta sicuramente un momento speciale che mi rende orgoglioso e che credo sia il frutto del duro lavoro settimanale. L’obiettivo ora è continuare così e dare sempre il massimo per la squadra.”

Facciamo un passo indietro ora. Venivi da un periodo, l’anno scorso, in cui hai sostanzialmente fatto da gregario ad un altro giovane portiere che tanto bene ha fatto allo Spoleto e che anche quest’anno era partito forte. Le scelte di formazione le fa il mister e su questo non ci piove, ma quanto é stimolante in allenamento per te, sapere che c’é un altro ragazzo, che tral’altro conosci molto bene, forte e voglioso di giocare come è Alessandro Antonini?
“Con Alessandro ho un bellissimo rapporto. Lui è un amico prima che un compagno di squadra e ci aiutiamo e supportiamo a vicenda a prescindere da chi scende in campo. Sicuramente è stimolante allenarsi con un portiere molto forte come lui perché ti spinge ad alzare sempre di più il livello. Nell’ultimo periodo in particolare entrambi abbiamo alzato l’asticella e l’intensità degli allenamenti si è alzata notevolmente.”

Se me lo permetti vorrei ora un attimo uscire dai binari della stagione corrente per far si che chi legga possa conoscerti meglio, tornando alle origini della tua giovane carriera. Come sei diventato portiere? E soprattutto, cosa serve secondo te per fare quello che è il ruolo forse piú “sensibile” in una formazione di calcio?
“Come spesso accade, ho iniziato a giocare a calcio in mezzo al campo, ma con il tempo mi sono reso conto che non era il ruolo giusto per me. Poi visto che anche mio papà è stato un portiere ho provato a mettermi tra i pali, finché col tempo mi sono innamorato di questo ruolo e non ho più smesso. Per fare il portiere la componente mentale è fondamentale, molto spesso più di quella fisica: questo ruolo richiede soprattutto tanta testa e grande concentrazione, bisogna farsi trovare sempre sul pezzo.Poi la testa da sola non basta, ci vuole un mix di cose: servono coraggio, determinazione e forse un pizzico di follia, che è parte dell’essenza di questo ruolo.”

Oltre a giocare segui il calcio?
“Si ho sempre seguito il calcio anche fuori dal campo”

E quali sono i tuoi idoli tra i pali?
“Da bambino il mio idolo era Gianluigi Donnarumma e lo è ancora oggi: è sempre stato una grande fonte di ispirazione per me. Essendo milanista, un altro modello è sicuramente Mike Maignan, che considero uno dei portieri più forti al mondo in questo momento.”

Bene, essendo tu un tifoso oltre che un giocatore avrai sicuramente assistito al goal di Trubin, tuo collega, in Champions league. Quattro giorni dopo quel goal tu pari un rigore fondamentale con la partita ancora in bilico. Non so se ti é mai capitato di segnare da portiere ma cosa credi dia più soddisfazione per un giocatore nel tuo ruolo? Goal all’ultimo secondo alla “Trubin” o parare un rigore decisivo?
“Purtroppo non mi è mai capitato di segnare un gol in una partita ufficiale, anche se da piccolo mi è successo una volta di subirne uno da un altro portiere. Sinceramente non so dire cosa dia più soddisfazione tra un gol all’ultimo secondo e parare un rigore decisivo: sono emozioni diverse ma entrambe incredibili. Segnare un gol all’ultimo però, sarebbe un sogno e non so come potrei reagire; spero solamente un giorno di poter provare un’emozione del genere”

E noi ti auguriamo di realizzare questo tuo sogno, così magari saprai dirci cosa sia più soddisfacente. Ora, avviamoci alla conclusione, tornando a parlare della tua squadra, lo Spoleto. L’obiettivo ripetuto più e più volte è la permanenza nella categoria, obiettivo che, anche grazie ai recenti successi sembra oggi più alla portata. Tu che hai vissuto anche la promozione in Eccellenza dello scorso anno, mi sai raccontare la voglia tua e dei tuoi compagni di conquistare la salvezza?
“La promozione in Eccellenza dello scorso anno è stato sicuramente un momento speciale. Forse anche per questo la voglia di mantenere la categoria è altissima, sia da parte mia che di tutti i compagni. Per me poi ha un valore speciale: essendo di Spoleto e avendo vissuto la promozione dello scorso anno, questi aspetti mi motivano e mi spingono a dare sempre di più per raggiungere l’obiettivo.”

Allora prima di salutarti Francesco, ti facciamo un grosso in bocca al lupo e se vuoi ti diamo l’opportunità di mandare un messaggio ai tuoi tifosi, a nome tuo e di tutta la squadra.
“Mando un grande saluto a tutti i tifosi dello Spoleto e un ringraziamento speciale per il supporto che ci avete dimostrato finora. Forza Spoleto!”

Voglia, determinazione e gioco di squadra, dunque, sono questi gli ingredienti della ricetta vincente dello Spoleto che Francesco Meriggioli ci ha svelato, nel corso della nostra chiacchierata. Adesso la parola torna al campo. In particolare all’ “Ivo Rutili” di Baiano dove il classe 2006 e i suoi compagni ospiteranno la squadra rivelazione del campionato; l’Atletico BMG di mister Michele Proietti. Un derby per noi di ValleUmbraSport, che sembra avere tutte le carte in regola per essere infuocato.