SPOLETO – Nota dello Spoleto Calcio all’indomani di quello che la società considera l’ennesimo errore arbitrale. Un calcio di rigore non concesso contro l’Angelana per un evidente fallo di mano messo in evidenza anche nella foto. Di seguito il comunicato integralo dello Spoleto.
“La nostra società è consapevole che l’errore arbitrale possa far parte del gioco e, nell’arco di una stagione, ha sempre accettato decisioni favorevoli e sfavorevoli con spirito sportivo.
Tuttavia, quanto sta accadendo supera il concetto di semplice episodio. Sono ormai troppe le decisioni che penalizzano sistematicamente la nostra squadra: rigori clamorosi ed evidenti non concessi a nostro favore e, al contrario, rigori subiti per situazioni analoghe, ma oggettivamente meno evidenti.
L’episodio verificatosi al 92′ minuto della gara contro l’Atletico BMG, nella penultima giornata, non può essere archiviato come una svista. Il calcio di rigore non assegnato appare netto, evidente e difficilmente interpretabile. L’arbitro si trovava a pochissimi metri dall’azione, in posizione centrale, con visuale libera e senza alcun ostacolo. Il contatto è avvenuto almeno sulla linea dell’area di rigore ed è stato percepito come tale dalla quasi totalità dei presenti. In una situazione così chiara, risulta oggettivamente incomprensibile la mancata assegnazione.
Alla stessa maniera, nella gara contro l’Angelana mancano all’appello tre calci di rigore. Il terzo, nei minuti finali, per un fallo di mano clamoroso, con il direttore di gara perfettamente posizionato. Anche in quel caso, nessun intervento.
Non vi è alcuna volontà polemica nelle nostre parole, ma il silenzio di fronte a episodi ripetuti sarebbe una mancanza di rispetto verso il lavoro quotidiano di una società, di uno staff tecnico e di un gruppo di atleti che si stanno giocando un’intera stagione.
Decisioni di questo peso, soprattutto nei minuti finali di gara, incidono in maniera diretta e determinante sui risultati e sugli equilibri di classifica. Chiediamo maggiore attenzione, uniformità di giudizio e serenità decisionale. Pretendiamo semplicemente equità.
Perché diventa davvero difficile comprendere come episodi così evidenti possano non essere sanzionati.
Ci stiamo giocando una stagione: chiediamo soltanto parità di trattamento”.








