SPOLETO – Al termine di una stagione non positiva è ora di stilare il bilancio in casa Spoleto. Le polemiche dei tifosi poco contano, puntare il dito contro giocatori, allenatori o dirigenti ha poco senso, quello che conta sono i numeri. Una premessa però va fatta: per fare calcio in maniera corretta prima di tutto bisogna mettere da parte l’amicizia ed il rapporto che si deve instaurare tra la società e qualunque protagonista che non faccia parte del direttivo societario è quello di lavoro e quindi come avviene in tutti i luoghi di lavoro, i colleghi non se li sceglie nessuno.

Detto questo veniamo ai numeri
Lo Spoleto nella doppia era Raggi-Brevi al termine di 30 partite ha totalizzato 28 punti (7 vittorie, 7 pareggi e 16 sconfitte), ha subito 44 reti e ne ha segnate 27. Penultimo posto davanti solo alla Nestor che con i biancorossi ha preso ben 4 punti.

Mister Francesco Raggi ha disputato 11 partite, totalizzando 9 punti, ne ha vinte 2, pareggiate 3 e perse 6. I gol subiti 19, contro i 12 realizzati. La media punti per partita è di 0.8.

La media punti a partita di Mister Ezio Brevi è di 1 con 19 punti in altrettante partite. Le vittorie sono 5 ed i pareggi 4 con 10 sconfitte. La squadra ha subito 25 reti e ne ha segnate 15.

Ora i numeri si possono leggere in tanti modi, ma l’attacco di Raggi era meglio di quello di Brevi. Non vogliamo entrare nel merito della qualità dei giocatori perché non ci compete, ma anche in questo caso ci affidiamo ai numeri.

In vetta alla classifica cannonieri dello Spoleto ci sono Giustini e Kola con 6 reti, poi alle loro spalle Di Nicola con 5 e addirittura Gesuele con 4. Giustini forse è stato l’uomo in più dello Spoleto perché si è adattato a vari ruoli dal terzino al centrocampista fino a chiudere in attacco. Kola ha disputato un buon girone d’andata, ma in quello di ritorno ha segnato appena una rete. Il migliore è Di Nicola che in 15 partite ha segnato 5 reti.

Come detto non giudichiamo i giocatori e quindi non possiamo dire se la squadra di Raggi era più o meno forte di quella di Brevi, ma una cosa è certa: a pallavolo non si può giocare senza il palleggiatore, a basket non si può giocare senza il pivot e a calcio non si gioca senza la prima punta perché alla fine in questo sport vince chi segna di più. Cosa sarebbe successo se fosse rimasto Gesuele decisivo all’Olympia Thyrus anche ai play out?

Non ci resta comunque che ringraziare tutti i ragazzi della squadra e lo staff tecnico che comunque ce l’hanno messa tutta fino al 120’. Così era difficile fare di più.. ora però la società deve iniziare a pensare al futuro perché una cosa è certa:

Spoleto non merita la Promozione…











Commenti