SPOLETO (di Stefano Gobbi) – Apprezzato tecnico con esperienze importanti su tutti i rettangoli verdi regionali, Giuseppe ‘Peppe’ Sabatini viene interrogato riguardo la prima parte della stagione della sua Superga 48.

Le sue risposte sono brevi, concise e contengono tutta la sua filosofia calcistica che proviene da altri tempi quando per emergere si doveva essere veramente bravi, quando la tecnica dei singoli aveva la meglio sulle qualità principalmente atletiche che sembrano prevalere nel calcio di oggi e quando fuori dal campo si parlava poco ed a erano solo i risultati a testimoniare i traguardi raggiunti.

Alle domande sulla prima parte della stagione della Superga 48 e in generale al calcio del Girone C di Prima Categoria abbiamo voluto unire e chiedere a uno dei decani degli allenatori umbri il suo pensiero sul calcio di oggi. Lo leggerete alla fine dell’intervista e quello che ne viene fuori può essere definito un vero e proprio manifesto del calcio spoletino del futuro che può essere preso come base per auspicabili futuri incontri delle Società che avranno la saggezza di unire le proprie forze per far crescere il calcio della nostra città e del circondario che attualmente latita in posizioni poco gratificanti.

Ecco l’intervista a Giuseppe ‘Peppe’ Sabatini:

Come giudica il campionato della sua squadra? Cosa Le è piaciuto e cosa avrebbe voluto fare meglio oppure è sufficiente quanto fatto.

“Abbiamo disputato un buon girone d’andata ma i conti si fanno alla fine. Per il momento testa bassa e pedalare”.

L’attuale posizione in classifica esprime al meglio il valore della tua squadra?

“Diciamo che per quello che abbiamo espresso meritiamo sicuramente quella posizionein classifica. Merito anche della Società che ha costruito un buon organico”.

Quale squadra nel Girone C della Prima Categoria esprime il calcio migliore?

“Devo dire che salvo alcune eccezioni molte squadre hanno espresso un buon calcio, limiti della Categoria permettendo”.

Quale la squadra che ha deluso maggiormente le aspettative della vigilia? E la sorpresa?

“Sicuramente ci sono squadre partite con altre aspettative e comunque ci sono ancora quattordici partite per rimediare e rimettere le cose a posto”.

Quale valore tecnico esprime il calcio del Girone C di Prima Categoria?

“Il Girone C è notoriamente il più difficile della Prima Categoria Regionale. Sicuramente le prime squadre di questo Girone con l’aggiunta di bravi fuoriquota si salverebbero tranquillamente in Promozione”.

Com’è cambiato il calcio rispetto a qualche anno addietro? Si vede buon calcio nella terza Categoria Regionale?

“L’evoluzione continua del calcio professionistico ha portato inevitabilmente cambiamenti anche ai nostri livelli. Forse anche troppo. Si cambiano schemi e moduli con tanta superficialità. Secondo me ognuno dovrebbe portare avanti la propria idea di calcio con coerenza. La coerenza è fondamentale. Ti rende riconoscibile nel tempo, fa capire che sei autentico anche quando intorno tutto cambia”.

Quali giocatori possono essere ritenuti protagonisti nel girone e quali di loro vorresti allenare?

“Sono tanti i giocatori bravi nel nostro Girone. Molti scesi da Categorie Superiori. Io però voglio allenare solo i miei giocatori che sono bravi e che meritano di essere migliorati giorno dopo giorno. Seduta dopo seduta”.

Chi vincerà il campionato?

“Lo vincerà chi farà un punto in più delle altre”.

Cosa vorresti fare per il futuro del calcio in generale?

“Per quanto riguarda il Calcio Professionistico non saranno di certo le mie idee a cambiare il futuro. Per quanto riguarda il calcio giovanile della mia Città mi permetto di SOGNARE (RIPETO: SOGNARE) alcune cose:

  1. una sola squadra guida e tutte le altre collaborative;
  2. una squadra negli Allievi A1 (Under 17 ndr). Un settore giovanile senza Allievi A1 è come avere un bel frutteto che non darà mai i suoi frutti;
  3. si auspica che le Società la smettano di chiedere agli allenatori: “l’importante che paghino la quota”;
  4. che gli allenatori la smettano a fine stagione di cambiare Società portandosi dietro i bambini per qualche dollaro in più, trattandoli come pura merce di scambio;
  5. che i genitori lascino i figli al campo e vadano a riprenderli evitando le solite brutte storie che accadono ripetutamente;
  6. che finalmente dopo più di cinquanta anni un ragazzo di Spoleto torni ad indossare una maglia di Serie A;

ci sarebbero tante altre cose da dire, farvi scrivere ma……………. MI SONO SVEGLIATO. Il sogno finisce qui: BUON ANNO 2026 A TUTTI