CASTEL RITALDI – Dopo i fatti avvenuti durante la partita contro il Palazzo e i relativi provvedimenti disciplinari il Presidente de La Castellana Manuel Cremaschi (foto) scrive al Presidente della FIGC Umbria Luigi Repace e al presidente degli arbitri. Di seguito il testo integrale della lettera:

“Lettera al Presidente

Caro Presidente,

in qualità di rappresentante della ASD La Castellana 1969, vorrei esprimere, in maniera costruttiva e senza alcun intento polemico, il nostro punto di vista in merito ai fatti accaduti durante la partita Palazzo – La Castellana, disputata domenica 27 settembre.

Come ben sa, la nostra società è stata sanzionata con una multa di € 150 per l’accensione di petardi e fumogeni all’interno del campo di gioco. Accettiamo la decisione assunta dal Giudice Sportivo e ne prendiamo atto, ma riteniamo doveroso precisare un aspetto che, a nostro avviso, è particolarmente importante: nel referto viene riportato che tali materiali sarebbero stati gettati all’interno del terreno di gioco.

Se questo fosse realmente accaduto, saremmo di fronte a un episodio certamente grave, che come società condanneremmo senza esitazione. Tuttavia, riteniamo che la ricostruzione dei fatti non corrisponda a quanto effettivamente accaduto e chiediamo pertanto che venga considerata anche la nostra versione.

Siamo perfettamente consapevoli che petardi e fumogeni non siano consentiti e non intendiamo mettere in discussione le regole. Allo stesso tempo, ci permettiamo di osservare che, nella pratica, non sempre ci sembra esserci uniformità nell’applicazione delle sanzioni. Se ogni episodio di questo tipo venisse punito con la stessa severità, probabilmente assisteremmo a un numero molto maggiore di provvedimenti, anche in categorie superiori.

Crediamo inoltre che una certa forma di tifo e di coreografia, quando rimane nei limiti della sicurezza e del rispetto delle regole, non debba necessariamente essere vista soltanto come un problema. Nel calcio dilettantistico, dove spesso la presenza del pubblico è limitata, riteniamo che l’entusiasmo, il colore e la partecipazione dei tifosi possano rappresentare un valore aggiunto per tutto il movimento.

Proprio per questo pensiamo che sarebbe importante distinguere tra comportamenti realmente pericolosi e manifestazioni di tifo che, pur dovendo essere regolamentate, nascono dal desiderio di sostenere la propria squadra.

Un altro aspetto che ci preme sottolineare riguarda gli insulti e gli atteggiamenti provocatori che si sono verificati durante la partita. Abbiamo letto il comunicato ufficiale del Palazzo, nel quale vengono condannati gli insulti definiti “beceri e volgari” rivolti alla squadra e ai suoi tifosi.

Anche noi condanniamo qualsiasi insulto che superi i limiti del normale sfottò sportivo. Allo stesso tempo, riteniamo che quanto accaduto debba essere valutato nella sua completezza e senza considerare esclusivamente una delle due parti. Gli episodi di provocazione e gli insulti, infatti, ci sono stati da entrambe le tifoserie.

Ricordiamo inoltre che nella passata stagione si erano verificati episodi spiacevoli nei confronti del nostro staff tecnico e dei nostri giocatori presenti in panchina. Non lo ricordiamo per alimentare unacontrapposizione, ma semplicemente per sottolineare quanto sia difficile, in determinate situazioni, gestire il comportamento delle tifoserie.

Noi condanniamo gli insulti e crediamo invece nello sfottò, che riteniamo parte della cultura sportiva, purché rimanga entro i limiti del rispetto e della civiltà. Sappiamo però quanto sia difficile tracciare un confine preciso, soprattutto durante una partita sentita e caratterizzata da una forte partecipazione emotiva.

Lei ha sicuramente molta più esperienza di noi nel mondo del calcio, ma personalmente non ricordo di aver mai assistito a una partita, anche a livelli importanti, nella quale non siano volati insulti tra tifoserie o nei confronti dell’arbitro. Questo, naturalmente, non significa giustificare determinati comportamenti, ma dovrebbe forse spingere tutti noi a cercare un criterio di valutazione il più possibile uniforme ed equilibrato.

Dal 2019, anno della rifondazione della ASD La Castellana 1969, abbiamo lavorato molto per riportare entusiasmo e partecipazione nel nostro territorio, dopo anni difficili dal punto di vista calcistico che lei conosce bene.

Il nostro obiettivo non è stato esclusivamente quello di ottenere risultati sportivi come altre società. Abbiamo cercato soprattutto di ricostruire un senso di appartenenza attorno alla società e alla squadra. Crediamo di esserci riusciti: oggi molti giovani ci seguono, hanno ritrovato un appuntamento fisso nelle loro domeniche e durante la settimana si ritrovano per organizzare coreografie e iniziative a sostegno della squadra.

Per noi questa è stata, e continua ad essere, una delle vittorie più importanti.

Il gruppo di tifosi che si è formato comprende ragazzi provenienti da realtà sociali differenti, uniti dalla passione per il calcio e senza discriminazioni. È proprio questo senso di aggregazione che vorremmo tutelare e continuare a far crescere.

Concludo quindi ribadendo che non chiediamo di essere al di sopra delle regole e non intendiamo sottrarci alle nostre responsabilità. Chiediamo semplicemente che le regole vengano applicate con equità, proporzionalità e soprattutto con lo stesso metro nei confronti di tutti.

Se ogni fumogeno acceso dovesse tradursi inevitabilmente in una sanzione economica, diventerà molto difficile per una società dilettantistica come la nostra arrivare alla fine della stagione sostenendo costi di questo tipo. Allo stesso tempo, crediamo che l’entusiasmo, il colore e la partecipazione del pubblico siano elementi importanti per mantenere vivo il calcio dilettantistico.

Siamo quindi disponibili, come società, a fare la nostra parte per evitare che il tifo degeneri e per sensibilizzare i nostri ragazzi al rispetto delle regole. Chiediamo però che anche dall’altra parte ci sia la volontà di comprendere che dietro a quelle coreografie, a quel tifo e a quell’entusiasmo c’è un lavoro importante di aggregazione che, dal 2019 ad oggi, ha riportato tanti giovani vicino al calcio e alla nostra comunità.

Con rispetto e spirito costruttivo, confidiamo quindi che per il futuro possa essere garantito un criterio di giudizio uniforme per tutte le società e tutte le tifoserie, perché riteniamo che questo sia nell’interesse non solo della ASD La Castellana 1969, ma dell’intero movimento calcistico dilettantistico”.

Cordiali saluti

Il Presidente ASD La Castellana 1969