CAMPELLO SUL CLITUNNO (di Giacomo Restani) – La storia d’amore tra Emiliano Gjinaj e la Clitunno Ducato è ormai giunta ai titoli di coda. Il bomber ex Foligno classe 1991 lascia la società del patron Pacifici dopo dieci stagioni tra Ducato Calcio, Clitunno e Clitunno Ducato. La separazione tra Gjinaj e la Clitunno Ducato è arrivata di comune accordo con la società che ha sentitamente ringraziato l’attaccante per quanto fatto in questi anni.

Per la dirigenza dei campellini di San Giacomo non sarà impresa facile colmare il vuoto lasciato da Emiliano Gjinaj e trovare il giusto profilo da affiancare ai vari Stella, Pucci e Sabatini. Anche in una stagione condizionata dagli infortuni come quella appena trascorsa, Gjinaj ha messo a segno 14 reti, dimostrandosi fondamentale nella stragrande maggioranza dei successi della Clitunno Ducato che hanno consentito a capitan Rosi e compagni di disputare il playoff.

L’avventura nella Ducato Calcio di Emiliano Gjinaj inizia nella stagione 2014/15 e in tre stagioni mette a segno 59 reti nel campionato di Promozione, condite dal titolo di capocannoniere nella stagione 2016/17 con 23 reti. Dopo la parentesi folignate, nella stagione 2019/20 approda alla corte della Clitunno del patron Pacifici, dove si presenta con 17 reti in campionato nonostante l’interruzione causa Covid. Nel corso della propria avventura alla Clitunno Gjinaj totalizzerà oltre 100 reti in campionato, entrando nel cuore di ogni tifoso campellino.

Resta da chiarire quale sarà la prossima avventura sportiva del neopapà del piccolo Tommaso. Ma una cosa è certa: i tifosi che nella prossima stagione si recheranno al “Capitini” per le gare interne degli uomini di mister Fausto Ricci ne sentiranno la mancanza. Sentiranno la mancanza di un giocatore in grado di sfruttare al meglio la prima palla buona dopo ottanta minuti di difficoltà. Sentiranno la mancanza di quelle giocate difficili anche solo da immaginare. Sentiranno la mancanza di quelle botte da fuori e delle azioni personali in serpentina.
Perché si sa: quando in campo ci sono giocatori come Emiliano, una scelta meno funzionale ma più egoista e spettacolare non solo si perdona, ma si auspica.