FOLIGNO (di Cristiano Lupidi) – Siamo giunti in una fase della stagione in cui è già possibile, seppur con cautela, trarre i primi bilanci, analizzare lo stato delle varie compagini, vedere, per ognuna, cosa ha funzionato e cosa no in questi due mesi di campionato, e se nel corso degli stessi si sono creati buoni presupposti per il futuro. Tale operazione oggi la applichiamo al Foligno, e lo facciamo con l’aiuto di uno dei protagonisti delle ultime annate dei Falchi, nonché l’unico folignate al momento presente nel team, il vicecapitano Tommaso Settimi (foto di Silvia Silveri).

Il centrocampista classe 2000 è partito titolare in tutte le gare dei biancoazzurri quest’anno, dalla sfida di Coppa Italia alle nove partite di campionato, nove partite nelle quali i ragazzi di Di Loreto hanno riscosso 16 punti che valgono il momentaneo quarto posto in classifica. Una posizione forse un po’ inaspettata rispetto a quanto si pensava durante l’estate, quando c’era stato un cambio generale sia a livello di squadra che di staff che aveva fatto pensare a una stagione di assestamento. La svolta è giunta con l’ingresso in società di Franco Fedeli, il quale, divenuto presidente, ha promosso, a mercato chiuso, l’acquisto di calciatori reclutati fra gli svincolati, rendendo la rosa più lunga e quindi più competitiva.

Tali investimenti sono stati ripagati, perché il Foligno nelle sette giornate iniziali ha ottenuto cinque vittorie, un pareggio e una sconfitta. Poi però, nelle ultime due uscite, contro il Giulianova e L’Aquila prima della classe, i Falchi non hanno incassato alcun punto, una prima battuta d’arresto a un avvio quasi perfetto. Sentiamo allora cosa ha da dirci Settimi sulla situazione attuale e, in generale, sulla stagione biancoazzurra.

 

Partiamo dal match della scorsa domenica, che vi ha visto sfidare la compagine in testa al campionato e sfiorare una clamorosa impresa, sfumata proprio allo scadere. Pensi che meritaste di più?

Innanzitutto va detto che è stata una gara entusiasmante, disputata contro una squadra molto forte e avvolta da una bellissima cornice, dato che che c’era tanto pubblico e che si giocava in uno stadio prestigioso, tutti elementi che hanno contribuito a dar vita a una partita vera. Noi abbiamo fatto parecchio bene soprattutto nel primo tempo e in particolare siamo cresciuti dopo il loro gol; poi considerando l’andamento che aveva assunto l’incontro penso che il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Del resto quando si arriva al 90’ con un certo risultato, favorevole, si spera sempre di portarlo a casa, anche perché, in questo caso, eravamo andati in svantaggio due volte e due volte eravamo riusciti a recuperarla, per cui sì, avremmo meritato qualcosa di più. Tuttavia si sa, il calcio è spietato e in frangenti del genere c’è poco da fare. 

 

Mentre prima c’erano stati quasi solo risultati positivi, nelle ultime due giornate avete incassato due sconfitte, motivo per cui potremmo considerare questo il primo piccolo momento negativo della vostra annata. Qual è l’atmosfera all’interno dello spogliatoio?

Senz’altro i risultati sono fondamentali nel calcio, ma altrettanto importante è vedere come vengono: se in queste due gare non ci fosse stata storia e fossimo stati dominati per 90 minuti dall’avversario allora sarebbero scattate riflessioni diverse e probabilmente ci saremmo abbattuti di più, ma non è andata così e noi dobbiamo essere in grado di estrapolare da queste uscite anche i loro aspetti positivi, oltre, ovviamente, a quelli negativi che vanno analizzati e corretti. È chiaro che perdere due partite all’ultimo è indice del fatto che qualcosa non funzioni, in particolare a livello di attenzione, ma allo stesso tempo va tenuto a mente che col Giulianova abbiamo offerto una gran prestazione e meritavamo di vincere viste anche le tante occasioni, e che la trasferta a L’Aquila era una trasferta difficile, in cui una sconfitta ci poteva stare. Dunque, per rispondere alla domanda, il morale è alto e già domenica ci vogliamo rifare. 

 

Torniamo un attimo indietro nel tempo: la squadra che era stata assemblata nel corso del mercato estivo era una squadra secondo i più costruita per ottenere una salvezza tranquilla e in seguito vedere dove si poteva arrivare; poi è arrivato Fedeli, sono arrivati i nuovi innesti e la situazione è cambiata perché sono cresciute le aspettative. La domanda che ti faccio è se tutto ciò abbia contribuito a mettervi più pressione addosso.

Sinceramente no. Inoltre io ritengo che per fare sport in generale sia necessario avercela un po’ di pressione, o meglio, più che la pressione, avere degli obiettivi, che poi si possono raggiungere o no, e questo si valuta a fine stagione, ma a prescindere da ciò aiutano a focalizzarsi su quanto si sta facendo. Ovviamente più gli stessi sono competitivi maggiore è, anche per il singolo, il processo di crescita. Per il resto bisogna essere contenti che il Foligno Calcio abbia ambizioni alte, ciò che è importante sia per il team che in generale per la piazza. Perciò è tutto di guadagnato per noi, che dopo dobbiamo parlare sul campo, e con questo mi ricollego ai discorsi che si fanno a inizio anno sulla rosa e sulle sue potenzialità, che sono discorsi che lasciano il tempo che trovano perché alla fine a contare è quello che succede nel rettangolo verde.

 

Ti senti un leader di questo gruppo?

Sì, anche se la parola “leader” è una parola particolare, ma in senso positivo sì. Nel corso degli anni un po’ di esperienza, sia in campo che al di fuori, credo di averla accumulata e spero di riuscire a trasmetterla, soprattutto riguardo a come vengono fatti gli allenamenti, a come ci si deve comportare e così via. Ovviamente anche il fatto che io sia di Foligno e che stia qua da parecchio tempo aiuta.

 

Passando al modulo, Mister Di Loreto vi schiera con un 4-3-3 che in alcuni momenti può diventare un 4-2-3-1. Quanto pensi che il tuo ruolo sia cambiato rispetto all’anno scorso?

Relativamente allo schema, tutto dipende dalle situazioni di gioco: per esempio c’è l’altra mezzala, Tiberi, che è più offensiva e spesso si spinge in avanti dando a noi altri centrocampisti il compito di coprire più gli spazi. Per quanto riguarda nello specifico la mia posizione, essa è cambiata e non è cambiata. Sicuramente però ci sono delle richieste tattiche un pochino diverse, ciò in virtù della differente idea di calcio che ogni allenatore ha.

 

Ora vi attende la decima giornata nella quale affronterete la Vigor Senigallia, team che pochi giorni fa ha incassato 5 gol dall’Ancona ma che condivide con voi il quarto posto nella graduatoria. Quanto sarà importante tornare alla vittoria, sia per il morale che per staccare i vostri rivali in classifica?

Sono entrambe cose importantissime, ma quella che lo è di più è la prima, dal momento che dopo queste due partite in cui abbiamo perso qualcosa, in cui ci hanno tolto qualcosa, è giusto e fondamentale, adesso, andarcelo a riprendere. So che possiamo fare bene anche se avremo di fronte una compagine forte, perché una giornata storta può capitare nel calcio e a loro è capitata questa domenica, ma se ha i nostri stessi punti significa che se li è guadagnati e che quindi non sarà per nulla facile per noi averne ragione.

 

Ti chiedo di fissare l’obiettivo stagionale del Foligno: dove credi che vi possiate spingere?

Da quello che ho visto e che vedo tutti i giorni, dal momento che io da giocatore non faccio le mie valutazioni solo la domenica ma vivo tutta la settimana, credo che abbiamo un grandissimo margine di crescita, perché le qualità ci sono e in alcuni casi sono anche inespresse. Tutto ciò mi fa ben sperare per il futuro e pensare di poter raggiungere traguardi importanti. Poi se tali traguardi siano la vittoria del campionato o i play-off ora è impossibile dirlo, ma quello di cui siamo consapevoli in questo preciso momento è che possiamo ambire a fare una stagione di livello e che rispecchi le ambizioni della società e della piazza.