CANNARA (di Cristiano Lupidi) – Questa domenica, al Comunale Spoletini, il Cannara ha trovato i primi tre punti del 2026, agguantando un successo che mancava dal 2 novembre e rilanciandosi nella corsa verso il raggiungimento di un posto nei play-out, per allontanare lo spettro della retrocessione diretta. Lo ha fatto con una vittoria di misura sui diretti rivali del Sansepolcro, in quella che, come tutti si auspicano in casa rossoblù, potrebbe essere stata la partita della svolta.

Una partita che ha visto il ritorno in panchina, dopo la separazione di fine dicembre, di Antonio Armillei, richiamato a guidare il team dopo un gennaio disastroso in cui il tandem Fuscagni-Romeo aveva collezionato quattro sconfitte in altrettante sfide. E il suo secondo esordio sulla panchina cannarese non poteva avere esito migliore: il tecnico folignate, nonostante si sia trovato di fronte molti volti nuovi rispetto a quelli salutati poco più di un mese prima, dati i vari addii e i parecchi acquisti, non solo ha regalato ai tifosi un trionfo più che necessario, ma ha anche messo in mostra un buon gioco e manovre avvolgenti.

In più, non lo ha fatto contro un avversario qualunque, ma contro la sua ex squadra, quel Sansepolcro che nella passata stagione aveva condotto al primo posto nel campionato di Eccellenza e a alla conquista della Coppa Italia Eccellenza, ottenuta – ironia della sorte – affrontando e battendo in finale proprio il Cannara. In virtù di ciò, abbiamo deciso di sentire direttamente come la pensa Mister Armillei, principale protagonista di questa ventiduesima giornata, soprattutto in merito alla possibilità di mantenere la categoria.

Partiamo dalla bella e convincente prova di pochi giorni fa: quanto era importante ottenere i tre punti?
Era fondamentale perché ci giocavamo tutto: non vincere domenica significava pregiudicare anche le prossime partite, per cui la consideravo una sorta di ultima spiaggia. Invece siamo riusciti a fare risultato pieno e adesso cercheremo con tutte le forze di dare continuità per giocarci le nostre possibilità e riuscire almeno a raggiungere i play-out.

Lei ha dovuto preparare in pochi giorni una gara con una rosa rivoluzionata rispetto a quella che conosceva; Le chiedo dunque come si è rapportato con i ragazzi nuovi e cosa ha chiesto in generale ai giocatori, visto che in campo poi si sono viste trame interessanti.
È vero, la rosa è stata completamente rivoluzionata rispetto a quella del girone d’andata, ma penso che la cosa più importante e di cui c’era estremo bisogno fosse trasmettere tranquillità e serenità alla squadra, la quale era reduce da tante sconfitte e doveva un po’ ritrovare se stessa. Si trattava inoltre di un derby contro un’umbra, fattore che sicuramente ci ha fornito una spinta in più per approcciare l’incontro con lo spirito giusto.

E proprio parlando di Sansepolcro, cosa ha provato nel tornare a sedere sulla panchina dello Spoletini proprio contro la società con cui in passato ha scritto capitoli importanti di storia?
A Sansepolcro ho vissuto due stagioni positive, culminate entrambe con la vittoria del campionato; soprattutto l’anno scorso è stato straordinario dal momento che abbiamo trionfato anche in Coppa Eccellenza e raggiunto la semifinale della Coppa stessa a livello nazionale, da cui siamo stati eliminati solo ai calci di rigore. È naturale quindi che quella di questa ventiduesima giornata era una di quelle partite speciali, una di quelle partite diverse da tutte le altre; tuttavia non potevo far altro che andare in campo cercando di dare il meglio di me, sapendo che adesso ciò su cui io e i miei collaboratori siamo focalizzati è il Cannara.

La prossima giornata ci sarà l’Aquila Montevarchi e sicuramente c’è la volontà di replicare la prestazione ma anche di migliorare in alcuni aspetti. Dove pensa di dover lavorare per permettere ai suoi di affrontare al meglio tale sfida?
Nel match contro l’Aquila Montevarchi andremo a caccia di quei punti di cui necessitiamo assolutamente; dobbiamo capire che nella nostra situazione dobbiamo giocare “con la spada”, come si dice, non “di fioretto”. La differenza, in gare come quella che ci aspetta fra pochi giorni, la fa il modo in cui si scende in campo, sotto l’aspetto caratteriale e sotto l’aspetto agonistico. Questo ovviamente vale per domenica prossima ma anche per tutte le giornate che ci separano dalla fine della stagione, nelle quali ciò che chiederò ai ragazzi sarà di dare il massimo, di lottare con pervicacia per ottenere il nostro obiettivo.

E l’obiettivo è ovviamente la salvezza: crede di farcela a regalare al pubblico cannarese un’altra stagione in Serie D?
Noi ci proveremo, perché il calendario è ancora lungo e ci sono ancora molte partite decisive in cui cercheremo di dire la nostra, in modo da non avere rimpianti. Sarà difficile, anzi difficilissimo, ma come detto posso promettere che ci proveremo con tutte le nostre forze, almeno per guadagnarci la possibilità di giocarcela ai play-out.