SPOLETO – Sessant’anni dopo aver spiccato il volo verso i cieli del calcio professionistico, Spoleto si ricorda di 6uno tra i suoi atleti più prestigiosi: l’ex calciatore Angelo Orazi, che sarà il protagonista della manifestazione in programma lunedì 14 settembre al Botanical Garden della biblioteca “Carducci” di Palazzo Mauri. Un momento per ricordare il percorso sportivo ed umano di un grande personaggio, sin troppo a lungo dimenticato, ma che ha disputato la bellezza di 291 gare in serie A e 33 in B.

Una dimenticanza durata sino a quando il Comitato “Vecchie glorie dell’F.C. Spoleto ⁷1969-’70”, capitanato da Enzo Nardi e Alessandro Picotti, suoi ex compagni, ha deciso di onorare questo debito di riconoscenza in collaborazione con l’Asd Spoleto ed il patrocinio del Comune di Spoleto. A coordinare l’organizzazione dell’evento sarà il giornalista spoletino, Renzo Berti che si avvarrà di Due Mondi News quale media partner. Prima della cerimonia di premiazione, si svolgerà un talk show condotto da  Massimo Boccucci,  direttore dell’agenzia di stampa Infopress e firma prestigiosa di  Corriere dello Sport e Il Messaggero.

Toccherà a lui il compito di scoprire aneddoti e particolari inediti dal protagonista. Ma, nel ruolo di cronisti, si caleranno i ragazzi delle squadre giovanili spoletine, che potranno soddisfare le loro curiosità rivolgendo le loro domande all’ex fuoriclasse.  Infine,va ricordato che Orazi ha disputato le sue due ultime stagioni in serie A, dal 1981 al 1983, ricoprendo il ruolo di centrocampista nell’ Udinese. In due stagioni ha indossato la maglia bianconera in campionato 48 volte segnando 4 reti. Cresciuto nella formazione della Fortis Spoleto, allenata dal padre Sante, e con cui vinse il campionato regionale Juniores nel 1966, grazie ai buoni uffici dell’indimenticato talent scout, Sandro Morichelli che lo segnalò al tecnico Oronzo Pugliese, Orazi è passato alle giovanili della Roma e con il club giallo rosso ha debuttato in A nella stagione 1968-69, esattamente il 23 Febbraio 1969, a 17 anni, in Roma-Napoli che terminò 0-0. In quella stagione, con la formazione romanista ha conquistato anche la Coppa Italia, oltre a disputare un’altra gara in campionato.

A luglio la società capitolina lo ha prestato all’Hellas Verona, dove il giovane centrocampista,  che aveva iniziato il suo percorso da “falso nueve” e che si muoveva con l’acume del giocatore esperto, ha fatto il salto di qualità e in tre anni ha disertato solamente 8 incontri (è stato utilizzato 26 volte nel 1969-70, ancora 26 l’anno dopo, per poi disputare nel 1971-72 tutti gli incontri, 30, segnando anche 7 reti). La Roma lo ha ripreso, ma dopo essersi imposto nel 1972-73 come uno dei migliori mediani metodisti, tanto da entrare nel giro azzurro pur senza avere mai disputato una gara con l’Italia, Orazi ha incontrato un periodo difficile della sua carriera dopo aver subito un serio infortunio al ginocchio in un fortuito scontro con il laziale Re Cecconi (ucciso poi in una tanto tragica quanto finta rapina) e che gli ha precluso la possibilità di partecipare ai Mondiali del 1974.

Gli anni seguenti ha sempre giocato di meno con i giallo rossi. Tanto che al termine dell’annata 1975-76 (53 incontri disputati e 5 gol segnati complessivamente dal 1972), è stato ceduto al Pescara dove è rimasto due stagioni contribuendo nella prima alla promozione in A degli abruzzesi con cui ha collezionato, sino al 1977, ben 62 gettoni di presenza e 5 reti per poi trasferirsi al Catanzaro che ha rappresentato per l’atleta un’altra significativa tappa della sua lusinghiera carriera. In Calabria Angelo Orazi è rimasto tre anni, tutti in serie A, per complessivi 71 incontri disputati e 2 reti realizzate.

Quindi è iniziata la sua avventura friulana e nella squadra allenata da Enzo Ferrari (in A) Orazi si è segnalato per il suo gioco ordinato, per la sua precisione, per la sua spiccata personalità, per una buona tecnica, per la costanza di rendimento. In due stagioni, come ricordato, ha disputato 48 gare segnando 4 reti una delle quali, splendida, a Genova contro il Grifone, nel 1982-83 con un pallonetto delizioso imprendibile per il portiere. Dopo la positiva esperienza friulana, per Orazi è iniziata la parabola discendente della sua carriera militando in campionati minori con Campania, Benevento e Civitavecchia. Quindi ha intrapreso la carriera di allenatore che ha svolto prevalentemente nel centro-sud d’Italia.

Angelo Orazi rappresenta una pagina importante della storia sportiva della nostra città – sottolinea l’assessore Federico Cesarettie questa iniziativa ha il merito di riportare alla luce una figura che ha saputo portare il nome di Spoleto ai massimi livelli del calcio italiano. Rendere omaggio a un atleta come Orazi significa non soltanto riconoscere i suoi straordinari risultati, ma anche trasmettere alle nuove generazioni il valore della passione, dell’impegno, della determinazione e del sacrificio che sono alla base dello sport”.