FOLIGNO – Da tre giorni stavamo disperatamente cercando di metterci in contatto con il Presidente del Real Foligno calcio a 5, tentando di rintracciarlo su tutte le sue quattro utenze telefoniche, ma Domenico Caso (foto) non ha risposto e fino a qualche minuti fa non aveva fonito spiegazioni a proposito dei retroscena della partita tra il Real e il Rivo Subasio giocata sabato a Foligno.

Secondo quanto raccontano i tifosi della società ospite, giunti al PalaPaternesi hanno appreso che il costo del biglietto per una partita di serie C2 (ultima serie del calcio a 5 regionale) era di 50 euro.  i tifosi ospiti non sono entrati al palazzetto e la partita, sfida al vertice della classifica è stata vinta dal Foligno per 4 a 2 che ha perfezionato il sorpasso sul Rivo.

Ora il Presidente Caso sipega i motivi della della decisione di mettere il biglietto 50 euro:

: “In merito a quanto scritto i giorni scorsi sul pagamento del biglietto per la partita, mi sento di spiegare le motivazioni che mi hanno spinto a prendere questa decisione, che sono sostanzialmente due. In primo luogo, nella gara di coppa giocata al Paternesi, gli atleti della Rivo hanno procurato danni agli spogliatoi, danni certificati sia dal commissario di campo che dall’arbitro.

Danni che, da comunicato del giudice sportivo, la Rivo sarebbe stata costretta a dover risarcire cosa che ad oggi non è successa. In secondo luogo mi preme sottolineare il fatto che nella gara di andata di campionato la società Rivo ha messo a disposizione dei ticket per vedere la partita,

ticket messi a disposizione solo dei tifosi locali, lasciando senza alcuna possibilità di entrata i

sostenitori del Foligno. Il motivo del pagamento dei 50€ è questo, mi sono state chieste risposte e io le ho date.”

 

Questo il Comunicato della Rivo Subasio

“Quando si perde non ci sono alibi.

Va comunque detto che il ticket è solo la punta dell’iceber della situazione intimidatoria a cui siamo stati sottoposti.

Ci hanno fatto entrare in fila Indiana previo riconoscimento, solo giocatori e Mister, accerchiati da vigilantes con tanto di divisa.

Commissario di campo costretto ad entrare all’interno dello spogliatoio per fare foto dell’integrità dello stesso; mentre la luce del palazzetto rimaneva spenta anche quando eravamo già in campo per il riscaldamento ma prontamente accesa all’ingresso dei locali (in questo caso, veramente i “padroni di casa”).

Il nostro Presidente, un dirigente e una ragazza-sostenitrice a Noi cara, gli unici entrati pagando, isolati in un settore… mentre dal lato opposto una discreta folla ha riempito gli spalti (gratuitamente) sostenendo in modo acceso e giustamente la propria squadra ma non giustificando i colpi inferti alla nostra panchina.

Personaggi sugli spalti che tenevano il pallone di gara tra le braccia per non permettere la ripresa del gioco.

Arbitro in manifesta difficoltà per la pressione ambientale che non si prende la responsabilità di espellere (fischiando comunque il fallo) il portiere uscito con le mani fuori dall’area.

Tanti altri piccoli atteggiamenti messi in essere per minare la serenità dei ragazzi e dell’essenza dello sport dilettantistico.

Mi auguro che il collega e la rosa avversaria, a cui vanno i complimenti per la vittoria e un sincero “in bocca al lupo” per il prosieguo della stagione, si dissocino (almeno moralmente) dalle scelte del loro presidente.

Ho una certa esperienza e tali situazioni, se entro i canoni della sportività, possono solo darmi i stimoli giusti…  ma così non è per tutti.

Avremmo probabilmente anche perso  il match ma ad averlo saputo, questi 3 punti glieli avrei subito lasciati, stando a casa con la mia famiglia”.

Paolo Pellicani (Responsabile Tecnico Rivo-Subasio c5)

 











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