CASTEL RITALDI – In merito all’articolo pubblicato da valleumbrasport.it dal titolo  “Centro sportivo Calisto, il Comune di Castel Ritaldi rischia di dover pagare un consistente risarcimento danni alla Clitunno Volley” riceviamo via mail e volentieri pubblichiamo la replica della sindaca di Castel Ritaldi Elisa Sabbatini.

“In riferimento all’articolo apparso online (reperibile al link:  https://www.valleumbrasport.it/centro-sportivo-calisto-il-comune-di-castel-ritaldi-rischia-di-dover-pagare-un-consistente-risarcimento-danni-alla-clitunno-volley/), dal titolo “Centro sportivo Calisto, il Comune di Castel Ritaldi rischia di dover pagare un consistente risarcimento danni alla Clitunno Volley”, si ritiene indispensabile stigmatizzarne il contenuto, nella parte in cui il giornalista non si limita ad esercitare un diritto di cronaca o critica, ma lascia intendere la sussistenza di fatti che, allo stato, si contestano quanto alla loro veridicitàe che sono comunque attualmente al vaglio giurisdizionale.

Il TAR Umbria nulla ha disposto circa la durata del rapporto concessorio e/o gli interventi di miglioramento (l’oggetto del giudizio amministrativo era circoscritto ad una ordinanza di messa in sicurezza, a cui peraltro, nelle more, ha dato autonoma esecuzione il Comune stesso), come invece nell’articolo in commento capziosamente si lascia intendere. Infatti si legge dapprima che ““La durata del rapporto concessorio – spiega ancora il Tar – era fissata in 20 anni, ovvero fino al 4 agosto 2034, e la concessionaria si è obbligata con il Comune a svolgere lavori di miglioramento e riqualificazione della struttura per un importo complessivo di 227.467 euro, nonché a corrispondere un canone annuo di 1.097,14 euro””. Dopodiché si afferma:“Lavori eseguiti e rigorosamente rendicontati al Comune che a questo punto rischia di dover risarcire una consistente cifra di denaro alla società sportiva perché oltre alla questione legata ai lavori la società sportiva ha anche perso circa cento tesserati interrompendo tutte le attività federali”.

Ebbene, il rapporto di consequenzialità costruito tra la prima e la seconda frase ingenerano nel lettore il convincimento che il TAR abbia acclarato l’esecuzione e la rendicontazione dei lavori, mentre in verità la prima frase è una mera premessa in fatto del Giudice amministrativo, al fine di definire il contesto del giudizio, e la seconda è una apodittica affermazione del giornalista, allo stato non provata. Proprio la questione dei lavori e degli obblighi manutentivi è attualmente sub iudice, nella pendenza di un contenzioso innanzi al Giudice civile. In questo secondo giudizio – promosso dall’ex concessionaria a seguito della delibera di giunta (e che nell’articolo viene definita, impropriamente ed erroneamente, come una seconda ordinanza) che ha pronunciato la risoluzione di diritto del rapporto per gravi e ripetuti inadempimenti della società sportiva  – l’Ente ha contestato specificatamente proprio la regolare esecuzione dei lavori ed in generale il puntuale adempimento degli obblighi sussistenti in base alla concessione, peraltro chiedendo a sua volta il risarcimento per i danni conseguentemente subiti.

Risultano quindi, contrariamente a quanto si evince dall’articolo, tutt’altro che accertate le istanze risarcitorie della Clitunno Volley, e comunque essendo le questioni e le contestazioni tra le parti sottoposte attualmente al vaglio giurisdizionale, appaiono lesive dell’immagine e dell’operato dell’Ente le ulteriori affermazioni circa il fatto che “la società del Patron Fabrizio Buttarini fu improvvisamente “sfrattata” nonostante la convenzione”. Sul punto, nessuna improvvisata azione è stata intrapresa dal Comune, visto che nel corso del tempo l’Ente ha provveduto a contestare in varie occasioni le inadempienze e lo stato di degrado del compendio, infine provvedendo alla risoluzione (che quindi è stata motivata) proprio in assenza di positivo riscontro da parte del concessionario.

Infine, fortemente denigratoria ed allusiva è la chiosa finale (“Chi ha firmato le ordinanze sapeva quali potessero essere le conseguenze di quegli atti pubblici per l’ente? Ma soprattutto nonostante la riforma della Corte dei Conti voluta dal Governo Meloni è al corrente che la vicenda potrebbe finire anche sui banchi della giustizia amministrativa?”), perché basata, come sopra ricordato, sull’erroneo, non provato e comunque contestato presupposto che la ASD Clitunno Volley abbia perfettamente adempiuto agli obblighi impostigli per concessione; peraltro anche in questo caso sarà il Giudice investito della vicenda a statuire in merito, sicché in questa fase “sentenziare” sul non corretto agire della p.a., così come è stato fatto con l’articolo in commento, appare petizione di mero principio, con intenti chiaramente diffamatori.

Riservandosi ogni azione risarcitoria e a tutela degli interessi e diritti dell’Ente, gravemente lesi dal contenuto dell’articolo in commento, si intima la rimozione immediata di quest’ultimo, nonché la pubblicazione di un comunicato a rettifica”.