SPOLETO – (di Riccardo Elia) “La storia della Superga48 è la storia dell’Alta Marroggia calcistica, spesso si sente parlare della squadra di Baiano o di San Giovanni di Baiano per necessità di semplificare, ma viste le sue origini, sarebbe bello sentir parlare della squadra dell’ Alta Marroggia”.

A parlare è Enzo Capitani, un uomo che la nascita di quella che oggi conosciamo come Superga 48 l’ha vissuta in prima persona, aiutandola a crescere e accompagnandola verso quello che è diventata oggi: una delle squadre più longeve dello spoletino. Anche per questo motivo, abbiamo avuto il piacere di ascoltarlo perché potesse raccontarci quei ricordi che custodisce minuziosamente nella sua memoria e, come abbiamo scoperto poi, non solo…

Infatti l’incontro di ValleumbraSport con Capitani nasce da un commento ad un nostro precedente articolo sull’argomento,  in cui lo stesso Enzo ci aveva invitati a casa sua, per farci vedere gli storici documenti che testimoniano la nascita della Superga 48. In quest’occasione poi, il nostro “testimone d’eccezione” ci ha permesso di comprendere meglio i passaggi decisivi di quei primi anni ’70, chiarendo alcuni dettagli rimasti inesplorati nel precedente articolo.

L’aria di calcio comincia a respirarsi nell’Alta Marroggia nel 1971, quando nasce a San Martino in Trignano il “S.Martino”. Più precisamente ci viene mostrata la pagina d un verbale assembleare datata  8 Luglio, in cui tra le varie questioni organizzative discusse (come la situazione economica o la pianificazione dell’ attività sportiva) c’è una voce interessante riguardante la distribuzione degli incarichi tra i soci: “ritirare cartellini per l’iscrizione”.

Questo punto, oltre a darci l’idea dell’imminente nascita della società( la data è il 12/07/1971), ci permette di leggere i nomi dei protagonisti di quell’assemblea e conseguentemente dei primi passi del San Martino. Questi come si legge sono 6: Scimiterna, Capitani, Scotoni, Almadori, Stella, Fabiani (nella pagina figura anche un assente Castrica).

Da questi nomi e da quel Luglio 1971, prenderà piede il progetto San Martino, che per l’allestimento della squadra fece forte affidamento sulle conoscenze calcistiche dei due soci che avevano militato nel Clitunno e nello Spoleto: Enzo Capitani e Ponziano Scimiterna, che gli permisero di allestire una rosa di buon livello. 

Un gruppo di calciatori però non compone una società sportiva, così il San Martino si strutturò anche di una base organizzativa: dal campo della chiesa di San Martino, prima base operativa della squadra ( prima di lasciare spazio al campo San Giovanni Bosco, dismesso nell’89), alle maglie tinte di colore nero nei primissimi tempi per un’operazione di risparmio, fino alla nomina di Ferdinando Novelli come Presidente e Enzo Capitani come allenatore.

Testimone della bontà della squadra è il “Torneo Allievi Locali” dello stesso anno, una delle prime competizioni in cui ha partecipato il San Martino, classificandosi come seconda davanti a tante squadre già presenti nel territorio ( ENPAS, Atlas, Giovane Italia, Catellana, Stella Rossa) e cedendo la prima posizione solo al Clitunno per due punti di distacco (21 a 19) maturati con la sconfitta finale per 2-0, documentata da un foglio di giornale minuziosamente conservato da Capitani.

Per i più nostalgici o i più curiosi riportiamo anche i nomi della squadra di quella finale, tra i qual figura anche l’attuale dirigente della Superga48 Carlo Calandri: Albanelli, Ricai, Armadori, Biasoli, Calandri, Argentati, Luzzi, Lazzarini, Pazzogna, Capitani II, Pinacanelli, Elci, Capitani I, Moradei

Ma come passiamo dal San Martino alla Superga48? 

Il sodalizio tra le due società è cosa nota, riportato tra le altre fonti anche dallo stesso sito internet della società rossoblù. I protagonisti che ci sono dietro forse lo sono meno, per cui meritano a loro volta una menzione.

Con l’arrivo prorompente nell’Alta Marroggia di una squadra di calcio a San Martino, la vicina Baiano, sente il desiderio di avere a sua volta una squadra che la rappresenti. L’eventuale creazione di una nuova società, però, avrebbe minato la qualità di un gruppo che faceva della forza dei giocatori del territorio uno dei suoi punti vitali, per questo motivo Don Giuseppe Grimani, parroco della chiesa di San Martino si impegnò insieme a Ivo Rutili (futuro primo presidente) per non dividere le due squadre, ma creare invece un’ unica società dell’Alta Marroggia: la Superga48.

Capitani tra i vari documenti che ci ha mostrato, ci ha permesso di vedere la prima iscrizione della società rossoblù nel campionato di Terza Categoria per la stagione 73/74, in cui leggiamo la data di fondazione (03/11/1972), il campo di gioco “San Giovanni Bosco”, il presidente Ivo Rutili e il vice Agostini Erminio, il rossoblù dei colori sociali, ma anche lo storico “48”(non ancora chiaro se figlio di un errore di battitura o di una semplificazione) che ha scatenato poi nel tempo la curiosità di molti visto che la tragedia di Superga (da cui la società prende il nome) avvenne il 4 maggio del 1949. 

Un’ultima chicca prima di salutarci? Enzo ci ha mostrato anche la ricevuta della prima quota di iscrizione al campionato: 105 mila lire, l’equivalente di 54,22 euro odierni ben lontani dalle quote contemporanee.

Erano altri tempi, altri contesti ed era un’altra moneta, da allora però, ciò che non è mai cambiato nell’Alta Marroggia calcistica è stato l’interesse e la passione per il gioco del calcio e per la Superga48, sentimento dimostrato in occasione dei due raduni per gli ex giocatori-dirigenti e sostenitori della società nel 2008 e nel Maggio di quest’anno.

Nella sua piccola parte poi, quella passione è stata dimostrata in questo articolo, nato proprio dal cuore e l’attaccamento di uno di loro, Enzo Capitani,  a cui vanno i nostri ringraziamenti per la disponibilità e accuratezza dei riferimenti.