SPOLETO – Non è la prima volta che l’attaccante dello Spoleto Mikele Kola (nella foto con il patron Vittorio Montesi) prima di calciare un rigore costringe il portiere avversario a muoversi in anticipo e scatta la ripetizione. Era già successo due anni fa ai quarti di finale di Coppa Italia quando in casa del San Venanzo ai calci di rigore l’arbitro Diletta Ciommei di Terni fece ripetere l’ultimo tiro dagli 11 metri. Ma non solo perché un episodio simile è avvenuto anche l’anno scorso in casa contro l’Ellera.
Ebbene nel primo caso a San Venanzo il portiere parò il rigore, ma poi nella ripetizione Kola segò e lo Spoleto, tra le polemiche dei tifosi di casa, è volato in semifinale. Nel secondo caso invece contro l’Ellera il portiere aveva parato il rigore ma Colarieti aveva ribadito in rete. L’arbitro Marco Castello di Ercolano fa ripetere ed il cucchiaio di Kola termina sopra alla traversa. Nonostante ciò alla fine lo Spoleto ha comunque vinto grazie ad una rete dello stesso Kola che si è fatto perdonare.
Sabato all’Ivo Rutili di Baiano e andata ancora diversamente perché il portiere dell’Olympia Thyrus Federici, tra i migliori in campo ha parato il primo rigore, ma l’arbitro Fabio Casagrande di Gubbio lo ha fatto ripetere tra le proteste dei ternani.
Questa volta però la sorte non ha premiato i padroni di casa perché la palla è finita sul legno e alla fine la partita è terminata 1 a 1. Per la cronaca entrambe le reti sono state segnate su due calci di rigore concessi dallo stesso direttore di gara prima di quello incriminato. Nella prima tiro dagli 11 metri Kola non aveva fallito.
Peccato perché lo Spoleto ha gettato al vento una buona occasione per fare il bis, dopo la bella vittoria dell’esordio in casa del Sansepolcro. L’attaccante biancorossi non ha dormito per due notti, tormentato dall’incubo, ma la speranza è che quel rigore ripetuto porti fortuna come nei primi due casi.








