CASCIA (di Stefano Gobbi)La Città della Santa degli impossibili festeggia la salvezza raggiunta al termine di una combattuta semifinale play-out contro la Julia Spello Castello. Un noto proverbio italiano dice: “”Scherza coi fanti e lascia stare i santi” tutto vero e non vogliamo offendere nessuno (men che meno dal punto di vista religioso) nel dire che la forza della squadra di calcio del Cascia di raggiungere gli obiettivi rispecchia la tenacia e la forza di credere nelle proprie possibilità sportive anche se sembra ‘impossibile’ raggiungere qualsiasi traguardo.

Complimenti vivissimi ad una società che con sacrificio mantiene vivo la voglia di calcio anche nella montagna della Valnerina dove maggiori sono le difficoltà per tenere vivo il desiderio e il ‘verbo’ sportivo del calcio dilettantistico.

Mentore di questa realtà da 50 anni protagonista del calcio dilettantistico umbro è il Presidente Roberto Gaffi a cui rivolgiamo alcune domande.

Mi fa un bilancio della stagione del Cascia? All’inizio della stagione molto entusiasmo poi le difficoltà e l’epilogo (la salvezza) nella semifinale play-out contro la Julia Spello. Cosa non ha girato per il giusto verso? Cosa invece ha funzionato e qual è stato il momento in cui il Cascia ha preso coscienza di potersi salvare?

“Da come si era messa la stagione, il bilancio è positivo, ma se ad inizio stagione mi avessero detto che avremmo sofferto così tanto non gli avrei creduto perché so il valore dei miei ragazzi. Non eravamo una squadra partita per vincere il campionato ma neanche una squadra che doveva lottare fino alla fine per salvarsi. Comunque è bene quello che finisce bene……

Sullo sviluppo della stagione hanno sicuramente influito i tanti infortuni che abbiamo subìto. Per un lungo periodo abbiamo giocato con 8/9 titolari infortunati ed i ragazzi che li hanno sostituiti comunque “hanno venduto cara la pelle”. Personalmente ho sempre pensato che potevamo salvarci e in ogni mio discorso che settimanalmente rivolgevo ho sempre sottolineato che dovevano credere in ciò che facevano e che era possibile raggiungere i traguardi sognati perché se ragionavano da gruppo unito, altruista ed uscivano con la maglia sudata allora potevano salvarsi. Nelle ultime partite hanno dimostrato di poter giocare alla pari nella categoria”.

Immagino che già state iniziando a parlare della prossima stagione. Rafforzare la rosa e poi? Antonello Lombardi continuerà nel ruolo di allenatore – giocatore?

“Con Antonello stiamo ragionando su come proseguire… la porta è aperta da entrambe le parti, lui ha dato un notevole contributo alla salvezza, senza togliere niente a chi lo ha preceduto.

Certo vederlo giocare come nello spareggio play-out mi viene voglia di dirgli: “gioca perlomeno fino ai 45 anni”. In ogni caso decideremo insieme. Lui ha carisma, conoscenze, passione per fare l’allenatore, tutti noi abbiamo sempre pensato che avesse le qualità per farlo… in settimana decidiamo”.

Assemblare una buona rosa in Prima Categoria è difficile e anche il Cascia fa diversi sacrifici per costruire un buon gruppo. Quali sono le difficoltà maggiori per una squadra della Valnerina e quanto pesano le rivalità tra le squadre vicine?

“Da quando ho preso la presidenza della squadra ho sempre pensato che i calciatori dovevano essere del nostro comprensorio, vedere un nipote o un figlio di un mio amico, difendere i colori del nostro paese dà sicuramente più piacere, ed anche i calciatori danno sicuramente quel qualcosa in più, poi è chiaro che se siamo carenti in qualche ruolo allora andiamo a cercarli fuori. Per quanto riguarda la rivalità posso dire che noi la sentiamo con i nostri cugini di Norcia a cui auguro sinceramente di raggiungerci in Prima Categoria… per poi prenderci i sei punti… Scherzi a parte per noi è la partita delle partite, io da calciatore le ho giocate e sono le partite più belle sia da casciano che da nursino”.

Quali sono i progetti, le idee di Roberto Gaffi per il Cascia Calcio? C’è qualche forza economica che l’aiuta in città nel suo progetto sportivo? La città come risponde?

“L’idea, una volta mantenuta la categoria, è sicuramente far meglio di quest’anno, ai ragazzi devo far capire che sono un gruppo forte e che se si comportano con un pizzico di

professionalità in più si toglieranno sicuramente belle soddisfazioni, altro obbiettivo insieme all’amministrazione comunale è rendere sempre più bello ed accogliente il nostro stadio, ed in questo devo dire che l’amministrazione ci è molto vicina, per quanto riguarda gli aiuti la porta non è aperta è spalancata, comunque chi può una mano la dà”.

Un momento triste dell’anno è stato il ritiro della squadra juniores dal campionato. Per il prossimo anno conta di rifare una nuova juniores? Oppure vi dedicherete ad altre squadre del Settore Giovanile? Che progetti ha il Cascia sul Settore Giovanile?

“Questa è la risposta che mi rattrista di più dare, abbiamo fatto i salti mortali per allestire la juniores, ma abbiamo avuto una risposta dai ragazzi (alcuni) inspiegabile e mi limito a questo. Il prossimo anno quasi sicuramente non faremo la juniores, ci dedicheremo più sui piccolini che entrano inculcandogli i valori che alcuni della juniores non hanno avuto”.

C’è qualcosa che vuole aggiungere alla nostra chiacchierata?

“Certo. La prossima stagione saranno 50 anni che il Cascia ininterrottamente fa attività sportiva nel calcio dilettantistico. Abbiamo l’intenzione di festeggiare la ricorrenza con una bella festa ma per i dettagli e le date dello svolgimento ci dobbiamo per forza aggiornare”

Buona vacanza Presidente e buone vacanze anche ai giocatori del Cascia. Nonostante le difficoltà di una stagione piena di ostacoli siete riusciti a centrare l’obiettivo della salvezza e visti i tempi in cui è difficile raggiungere qualsiasi traguardo, scusate se non è poco!