SPOLETO (di Riccardo Elia) – La stagione calcistica 2025/2026 volge al termine per lo Spoleto del presidente Vittorio Montesi, che al termine di un’annata per certi versi rocambolesca e colma di possibili inisidie, si è portato a casa diverse soddisfazioni tra Prima squadra e Juniores. Se i giovani biancorossi si sono imposti nel campionato juniores A2 conquistando la promozione in A1, la Prima squadra è riuscita a mantenere la categoria in Eccellenza con una giornata di anticipo, grazie ad uno spirito di squadra e una capacità di gettare il cuore oltre l’ostacolo, rivelatesi fondamentali per il raggiungimento dell’obiettivo finale.

Per avere una visionee “interna” su quella che è stata la stagione dello Spoleto e dei suoi protagonisti e su quelle che sono le proiezioni future della società, abbiamo fatto una chiacchierata con il Direttore Sportivo dei biancorossi: Alberto Del Frate, che con grande disponibilità, ci ha parlato di quanto le difficoltà dell’annata appena passata abbiano aumentato il senso di soddisfazione per il risultato ottenuto; delle tante emozioni vissute nelle ultime partite, alcune delle quali oltre il semplice lato sportivo legato al campo; ma anche di visioni future, l’importanza dei giovani e di una tifoseria presente come quella dell’ultimo mese. Senza fare ulteriori anticipazioni, non ci resta che augurarvi allora, una buona lettura.

Salve Direttore e complimenti per il raggiungimento della salvezza. Partirei dalla fine se me lo permette. Dall’intervista al termine di Spoleto-San Venanzo in cui è lei a presentarsi a fine gara parla della soddisfazione di aver raggiunto un obiettivo nonostante le tante difficoltà intercorse durante l’annata. Vuole spiegarci nel quotidiano in cosa si sono concretizzate queste difficoltà, immagino in larga parte legate allo Stadio “Mercatelli”.
Partiamo dal presupposto che le difficoltà ci sono in tutti i campionati, è chiaro che un campionato di Eccellenza essendo vicino al professionismo richiede alcuni requisiti.
La verità è che purtroppo noi quest’anno abbiamo dovuto affrontare un campionato senza una “nostra casa”. Siamo stati costretti a chiedere ospitalità ad una società: la Superga 48, che ci tengo a ringraziare personalmente e a nome della società per la serietà, la disponibilità e anche per l’attenzione verso il campo da gioco durante tutta la stagione; chiaramente la sensazione di “giocare sempre fuori casa” rimane.
Oltretutto, c’è stata una difficoltà maggiore e oggettiva, che riguarda l’illuminazione dello Stadio, soprattutto nei mesi invernali.
Lo Stadio era il nostro campo d’allenamento, ma ci son stati dei mesi in cui le condizioni dell’illuminazione ci hanno ostacolato particolarmente, abbiamo provato ad organizzarci anche attraverso dei fari, ma è stata davvero dura, per tutti.
Alla luce di questo te lo dico sinceramente, negli ultimi mesi in cui il sole illuminava tutta la seduta d’allenamento e il manto era in condizioni migliori, mi sembrava quasi di sognare(ride, ndr).

A tal proposito Le chiedo: quanto crede che ci vorrà prima di rivedere lo Spoleto allo stadio “Mercatelli”?
Da quello che ci è stato detto alla presentazione dell’”Italmatch Cup”, si parla di almeno un paio d’anni, ma il problema non si ferma allo Stadio.
Credo che la squadra di calcio Spoleto, meriti un occhio diverso, un po’ di attenzione in più.
Capisco perfettamente che una città come questa ha anche delle altre problematiche e che queste sono tantissime in ogni città. Penso però a tutte le trasferte che abbiamo fatto in cui ho visto impianti adiacenti al campo principale che permettono alle squadre di allenarsi efficientemente. Qui talvolta neanche ci sono le misure giuste, in termini proprio di lunghezza e ampiezza, per provare determinate situazioni tecnico-tattiche.

Quindi per il prossimo anno è probabilee che si rinnovi la collaborazione con la Superga48 per giocare all’”Ivo Rutili”?
Io mi auguro e spero di sì, vedendo anche i tempi dello Stadio, mi sembra l’alternativa migliore.

Oltre alla prima squadra un’altra grande soddisfazione per la società è stata sicuramente la vittoria del campionato Juniores A2. Una rimonta molto importante, che ci permette anche di approfondire l’ importanza di questo progetto « giovani » per lo Spoleto.
É importantissimo perché ripenso a quando ho ripristinato la squadra juniores, cercando giocatori anche in società non vicinissime. É stato un bel percorso, direi graduale se penso ai risultati che abbiamo ottenuto negli anni: già il primo anno eravamo intorno al sesto/settimo posto, un buon piazzamento, migliorato dal terzo posto dello scorso anno e dalla bella cavalcata di quest’anno per arrivare primi. Insomma é stato fatto un lavoro qualitativamente importante, oltretutto, con ragazzi che per il 90/95% sono del territorio spoletino.
Non puó che essere una grande soddisfazione per tutti.

Un lavoroi che poi incide positivamente anche sulla Prima Squadra. Quest’anno in porta c’é stata una grande coppia di fuoriquota (Antonini-Meriggioli) e Domenica scorsa 3/4 dei marcatori contro il San Venanzo sono stati fuoriquota.(Boudaas, Daja, Ciucci)
Assolutamente! É un ottimo trampolino per i ragazzi, una vetrina importante per poi arrivare in Prima Squadra.
Noi abbiamo la tranquillità di attingere da una Juniores con ragazzi 2008 molto interessanti, che ci potrebbero essere molto utili per il campionato di Eccellenza.

A tal proposito, si é parlato molto della necessarietà o meno dei vincoli fuoriquota, chiediamo a Lei se é così impensabile vedere la presenza in campo dei giovani al di là di tale vincolo e quindi evitando anche un «mercato fuoriquota».
Diciamo che sono scelte a discrezione del CRU, ad esempio nel Lazio due anni fa gli Under non erano obbligatori. É chiaro che essendo una regola va rispettata, ma si dovrebbe partire dal presupposto che se un giovane è bravo gioca.
Noi quest’anno spesso abbiamo giocato con 4-5 Under a discapito di qualche Over, perché la regola esiste, ma al di là della regola se a mettersi in mostra sono di più é giusto che ne giochino di più.

Il discorso Juniores lo vorremmo chiudere ricollegandoci alla Prima Squadra, comun denominatore é stato mister Emmanuele Loretoni, che é stato allenatore Juniores per tutto l’anno e mister ad interim in Prima Sauadra per le ultime 3 di campionato. Sappiamo che é presto, ma incuriosisce immaginare se sarà ancora a Spoleto l’anno prossimo e a questo punto, in quale eventuale veste.
É chiaro che il mister é subentrato in una fase molto delicata, perché le partite rimanenti potevano diventare degli autentici spareggi. Quella contro la Pontevecchio su tutte. Ha preso in mano questa situazione con personalità e alla fine dei conti anche con efficacia, perché sono arrivati 7 punti in 3 partite.
Sono discorsi precoci da affrontare, ci concediamo ancora qualche giorno per riposarci e poi dovremmo fare una valutazione complessiva della situazione per la prossima stagione.
Però secondo me lui quest’anno ha delle buone probabilità, visto il campionato vinto con la Juniores e i risultati finali con la Prima Squadra.
Abbiamo finito da poco, ancora qualche giorno per riposare ce lo concediamo, anche se già scalpito per la prossima stagione!

Mi scuserà se insisto sul futuro, ma immaginiamo che un’ idea anche vaga di costruzione della squadra punti alla conferma dei giocatori più impegnati in questa stagione. Faccio un nome solo perché é scontato farlo: l’autore del 45% dei goal dello Spoleto in questa stagione: Mikele Kola. Partendo comunque dal presupposto che come ha detto Lei, avete finito due giorni fa ed é ancora presto per fare considerazioni concrete sul mercato. Cosa dobbiamo aspettarci?
L’idea é quella di mantenere gran parte dei ragazzi perché non solo hanno raggiunto un obiettivo, ma l’hanno fatto attraverso difficoltà, dimostrando ulteriormente il loro valore, ma come hai detto te, ancora è troppo presto per essere più concreti di così.
Poi c’é un discorso Kola. É chiaro che é un giocatore che fa gola a tutte le squadre (rode, ndr), non lo scopro io, é un giocatore formidabile, un leader carismatico che fa tantissimi goal.
Lui sa che io gli dico sempre che se giocasse in Serie D con tutti gli allenamenti, farebbe tranquillamente 20 goal anche in quella categoria. Quindi il valore del giocatore é chiaro a tutti.
In generale vale per tutta la rosa, l’idea é di far rimanere i giocatori che hanno contribuito di più a questo risultato, poi ci sarà da fare i conti con tutte le dinamiche del caso, ma lo faremo a tempo debito, non abbiamo ancora parlato con nessuno.

Al di là dei singoli poi una delle chiavi dello Spoleto in questa stagione, l’arma in più probabilmente, é stata la coesione del gruppo. A tal proposito credo si giusto evidenziare due immagini davvero rappresentative del livello umano della squadra: il primo è Spoleto-Pontevalleceppi Ripa, penultima giornata, salvezza raggiunta, Ciucci in lacrime a fine partita, stretto e consolato da giocatori e tifosi.
Il secondo è il finale o come l’ha definito Lei “l’epilogo migliore”: il rigore proprio di Ciucci, con pallone consegnato da Kola, che congela il 4-2 finale nell’ultima di campionato col San Venanzo.
Dimostrazioni di coesione, di spirito, che trascende il mero risultato sportivo per calarsi sul lato umano.
Questa compattezza che ci ha contraddistinto é stata la nostra forza, l’ho detto anche Domenica a fine gara.
Va fatto un plauso a tutti perché la coesione e la compattezza dimostrata in un’annata così carica di difficoltà e insidie non solo non era scontata ma nemmeno facile. É dimostrazione di una forza interiore fuori dal comune.
Per quanto riguarda Marco, é un ragazzo straordinario. Un ragazzo silenzioso che si é calato al 100% in questa avventura con grande impegno e serietà. Lui durante la stagione ha dimostrato di avere molto margine, di essere stato uno dei fattori, con qualità nei piedi e doti atletiche importantissime che gli permetteranno di fare molto bene nel calcio.
La disgrazia che lo ha colpito é tremenda, lo ha provato sotto tutti i punti di vista, noi come una famiglia prima che come una società lo abbiamo sostenuto e lui lo ha capito e ci é stato riconoscente per questo. Basti pensare che a pochi giorni dalla morte del papà era con noi a Pontevalleceppi, questo per sottolineare la serietà del ragazzo ma anche quanto la squadra abbia rappresentato un punto di riferimento per lui.
I gesti che hai sottolineato sono stati bellissimi e ribadisco che non poteva esserci un epilogo migliore di quello. La salvezza con il suo goal nel finale, applauditissimo e coccolato da tutti anche dalla panchina. Com’è giusto che sia.

Non possiamo che condividere gli applausi e le « coccole » tributate al ragazzo a cui va un forte abbraccio anche da parte nostra.
Bellissimo a tal proposito é stato anche il trasporto che i tifosi nel rush finale del campionato hanno portato con tamburi cori e striscioni biancorossi. Sembra di tornare indietro nel tempo non trova?
Io ho vissuto lo Spoleto da Direttore Sportivo nel 2005/2006, quando abbiamo vinto la Serie D n e siamo saliti in C2 e ricordo perfettamente il Comunale tappezzato di biancorosso specialmente nelle ultime partite.
In queste settimane ho rivisto in parte quell’orgoglio spoletino che forse un po’ si é perso negli ultimi anni.
Mi auguro possa continuare e che possa durare nel tempo, magari trascinato da una squadra che possa dare soddisfazioni.
Va sempre messo in conto che noi ci basiamo su quelle che sono le nostre risorse e su quello costruiamo il presente e il futuro; però in 4 anni questa società: dalla Prima Categoria ora é in Eccellenza, ha conquistato l’A1 con la Juniores, ha fatto una finale di Coppa Italia Promozione e ha anche superato una retrocessione reagendo con l’immediata promozione l’anno successivo.
Vincere un campionato non é facile, non c’é un magnate che garantisce un « tot » e si sta tranquilli, bisogna ricercarle le risorse, e chiedere soldi per costruire una rosa in grado di vincere non é scontato.
Nonostante questo siamo sempre stati precisi e puntuali dal punto di vista economico e i risultati non sono mai mancati pur partendo da zero, questo dimostra quanto di buono fa e sta facendo questa società.

Partendo dal presupposto della solidità e sostenibilità societaria, che credo sia una base necessaria per puntare ai risultati, un tifoso dello Spoleto che sogno e ambizione deve avere per il futuro?
In questo momento purtroppo voli pindarici non si possono fare. Cerchiamo di consolidare la categoria. Il mio sogno prima da spoletino e poi come addetto ai lavori, come direttore sportivo é riportare lo Spoleto in Serie D perché la piazza lo merita.
Per sedici anni sono stato direttore sportivo in Serie D quindi so che é un campionato bellissimo, pieno di squadre di blasone che sarebbe stimolante affrontare.
Però per una società come la nostra che vive di giuste risorse, mantenere la categoria in un campionato come quello che sarà l’anno prossimo, con anche nobili decadute, sarebbe già molto importante.
In futuro, se dovesse avvicinarsi qualcuno, con la volontà di contribuire in maniera più solida e forte, potremmo essere più tranquilli e sicuramente anche più ambiziosi.

La ringrazio per la disponibilità e chiarezza che ci ha mostrato durante questa intervista, ora come alla fine di ogni obiettivo raggiunto, Le lasciamo la possibilità di ringraziare chi vuole per questa stagione.
Il ringraziamento non può che essere in generale.
Devo ringraziare la squadra, i tifosi e lo staff, perché queste sono le componenti più importanti; noi in società dobbiamo lavorare cercando di creare la giusta alchimia tra le situazioni.
Il mio auguro é che quanto ho visto in queste ultime partite, il sostegno che abbiamo ricevuto e l’affluenza di ragazzi e tifosi vista al campo sia un fattore anche nell’avvenire. Quello sarebbe una spinta in più che trascinerebbe i ragazzi in campo, creando un ambiente bello e divertente, con il giusto ritmo sia in campo che fuori.
Speriamo ci sia tutto questo, delle risorse in più così da poter, magari, cullare qualche ambizione in più

Ringraziamo dunque il Direttore per la sua disponibilità e per aver permesso a tutti i nostri lettori di conoscere più da vicino le dinamiche legate a una stagione dura ma ricca di soddisfazioni vissuta dallo Spoleto Calcio. E con l’augurio che lo sport nella ValleUmbra sia sempre più brillante, rinnoviamo i complimenti per la salvezza e facciamo un grosso in bocca al lupo per il futuro, allo Spoleto e i suoi protagonisti.