PERUGIA – A circa un mese dalla prima ordinanza regionale che vieta gli allenamenti, anche individuali, per gli sport di contatto agli atleti minorenni di società dilettantistiche, sia negli spazi al chiuso, sia in quelli all’aperto arriva la precisazione dell’ente sulla controversa questione che riguarda la possibilità di allenarsi per calciatori, pallavolisti, cestisti e altri di età inferiore a 18 anni di squadre che prendono parte a campionati di interesse nazionale.

Per assurdo infatti se il Governo li autorizza a prendere parte alle competizioni e di conseguenza ad allenarsi con la squadra nel rispetto dei protocolli federali, la Regione sospende, “limitatamente agli atleti di età inferiore ai 18 anni che militano nelle società e nelle associazioni dilettantistiche e amatoriali degli sport di squadra e di contatto come individuati con provvedimento del Ministro dello Sport del 13 ottobre 2020, lo svolgimento degli allenamenti e preparazione atletica anche in forma individuale sia al chiuso che in spazi aperti”.

Nell’ordinanza regionale non si fa distinzione tra minorenni che disputano campionati di interesse nazionale e campionati regionali o provinciali e quindi molte società, per non rischiare sanzioni hanno preferito fermare ogni genere di attività anche per i minorenni che disputano i campionati di interesse nazionale.

La principale vittima delle disposizioni regionali è stata la pallavolo che in virtù dell’ordinanza ha fermato tutta l’attività giovanile nonostante la Fipav ritenga di interesse nazionale anche i campionati U19 – U17 – U15 – U13.

Ebbene il Presidente della Fipav Umbria Giuseppe Lomurno già da tempo aveva richiesto chiarimenti alla regione. Giovedì è arrivata la risposta che finalmente da il via libera agli allenamenti per tutto il movimento pallavolistico giovanile umbro fino alla under 13.

“Il divieto di allenamento per gli atleti minori di anni 18 è da considerarsi solo per coloro che partecipano a campionati di interesse regionale, provinciale o locale. Non risulta quindi alcuna limitazione per coloro che partecipano a campionati di interesse nazionale”.

La risposta alla Fipav chiarisce in linea generale la situazione anche tutti gli altri sport come ad esempio la serie D del calcio maschile la C femminile, il calcio a 5 e la pallacanestro.

 

 

 











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