Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni di Alessandro Manni, ex tecnico del Foligno, e Giacomo Fiaschini, ex team manager, dopo la separazione dal sodalizio biancoazzurro.
DICHIARAZIONI ALESSANDRO MANNI: «In questi anni a Foligno sento davvero di aver dato tutto e forse era arrivato il momento di fare un passo indietro. Sono arrivato alla C4 come una scommessa e, visti i fatti, penso di averla vinta insieme a loro. Poi abbiamo trionfato in Eccellenza, siamo arrivati secondi in D e quest’anno comunque abbiamo continuato a far parlare bene del Foligno in Italia. Abbandonare la panchina biancoazzurra è come darmi una coltellata: lascio un contratto, voglio dirlo, ma soprattutto una piazza che mi ha trattato benissimo sia come calciatore che come allenatore. Ha pesato sulla mia decisione la volontà di finire il percorso in maniera positiva. La mia parte credo di averla fatta e penso di aver bisogno di stimoli nuovi. Volevo che questi risultati raggiunti in qualche modo non venissero intaccati: si vive anche di ricordi e gratificazioni e non avrei accettato di chiudere qui magari con una macchia. L’aspetto emotivo per me è fondamentale e non ho avvertito la stessa energia di sempre. Come detto, penso di aver dato tutto quello che potevo ed era arrivato il momento di fermarmi. Foligno per me quasi è un punto di arrivo, ma ora la società può ripartire per pensare ancora in grande; anche loro avevano bisogno secondo me di energie nuove. Ora nella società c’è un riassestamento che richiederà tempo e ci saranno responsabilità maggiori, ma sono convinto che abbiano le carte in regola per farcela. Vedrete che sarà la cosa migliore per tutti: fare meglio di quanto ho già fatto sarebbe stato difficile per me. Mi era stato proposto di fare un percorso simile a quello passato, ma sono consapevole delle difficoltà che avremmo incontrato vista anche la complessità del campionato e non me la sono sentita. La passione che ho messo per questa maglia penso sia incalcolabile e penso che concludere così sia la cosa migliore.
Ci sarebbero da citare milioni di persone: faccio un grande in bocca al lupo alla società, ovviamente. Ringrazio ancora Marco Bianconi per l’impegno economico, l’umiltà e la fiducia che ha riposto in noi, pensando anche a Giacomo Fiaschini, che per me è stato un compagno di viaggio preziosissimo; se ne trovano pochi come lui. Rischio di dimenticare qualcuno, ma non posso non pensare a Filippo Petterini, alla gente di Foligno, ai tifosi che abbiamo riconquistato, al quartiere di Sportella Marini che mi ha accolto calorosamente, ai vari collaboratori che ho avuto, a tutti i calciatori che ho allenato, che mi hanno seguito con lealtà, dando tutto. Foligno sarà sempre parte del mio cuore»
DICHIARAZIONI GIACOMO FIASCHINI: «È finita un’avventura importante per durata ed intensità. Abbiamo conquistato grandi risultati come 180 punti in 3 anni, un campionato vinto in Eccellenza e una Supercoppa. Ho sentito grande affetto da parte di tutte le componenti. Le motivazioni di questa scelta sono strettamente personali, dettate da valutazioni sul percorso fatto e su quello che poteva essere il futuro, anche in base ai piani proposti dalla società, che ringrazio in maniera sentita, perché poi per la prossima stagione mi aveva prospettato anche una promozione in un ruolo ambizioso e questo mi ha fatto sentire gratificato. Penso però che questo percorso personale sia concluso ed abbia raggiunto la massima espressione. Relativamente al mio futuro posso dire di non avere al momento nessuna opzione. Fino alla fine sono stato focalizzato sul Foligno, domani vedremo cosa succederà. Doveroso da parte mia un pensiero a Marco Bianconi, che mi ha accolto e trattato come un figlio; Filippo Petterini è stato un grande compagno di lavoro; ringrazio la società in toto, tutti i componenti dei vari staff tecnici e i giocatori che sono stati con me in questi anni e che hanno lottato con noi e per noi. Non posso ovviamente dimenticare una persona come Giancarlo Mancinelli, che ha creduto fortemente in me, poi Daniele Mechelli e tutti coloro che hanno lavorato “dietro le quinte”».









