FOLIGNO (di Roberto Mattia) – Per uno come Franco Fedeli, che vive di calcio, non può essere un compleanno al top (a proposito, tanti auguri!). I successi conseguiti in una lunga carriera non possono certo passare in secondo piano, ma siamo certi che il patron biancoazzurro sarebbe stato molto più contento e avrebbe festeggiato meglio le 83 candeline se il Foligno fosse uscito con un risultato positivo dal big match di L’Aquila: la missione era quasi compiuta, poi il 90’ è stato ancora fatale al Foligno, come contro il Giulianova.
A mente fredda l’analisi del presidente non risente ovviamente della (sicura) rabbia del momento e ci sono degli aspetti positivi: «Ho visto la partita dal vivo – spiega -. Come la giudico? I miei ragazzi hanno fatto una bella prestazione, ma purtroppo abbiamo fatto l’errore all’ultimo di chiuderci troppo in difesa ed abbiamo beccato il gol. Chiaro che a me piace il bel gioco, ma io voglio vincere. Serve che torniamo a fare risultato pieno perché altrimenti non va bene». Chiaro che il momento è delicato, con due ko in due partite in cui il Falco avrebbe sicuramente meritato di più. Questo potrebbe incrinare le certezze fondate sui bei risultati di inizio stagione? «Non è che brillassimo nel gioco prima – ammette Fedeli -, ma almeno non vincevamo o facevamo punti. Ora se giochiamo bene e perdiamo. Che dobbiamo fare?».
Quale è secondo il presidente la spiegazione? «Ieri mi sono piaciuti particolarmente Sylla, che è veramente forte, e Babbi. L’allenatore non sono io: ci deve pensare lui a mandare in campo chi sta meglio. Poi non dobbiamo avere paura alla fine! Dopo il 2-2 dovevamo provare a vincerla, invece ci siamo chiusi e ci hanno fregato». Domenica arriva il Senigallia: «All’inizio andavano forte, poi ieri hanno preso cinque gol. Noi dobbiamo pensare assolutamente a noi stessi, andare in campo convinti e fare il nostro, senza farci intimorire dai nomi, dalla classifica, eccetera».
Uno Spirito che comunque a L’Aquila il Foligno ha mostrato: «Sì, ma quanti punti abbiamo preso? Zero, un pugno di mosche. Purtroppo sono state due domeniche negative. Se Di Loreto è sotto esame? Io penso che l’allenatore debba fare l’allenatore: se porta i risultati rimane, altrimenti va a casa. La squadra? Mi sono ritrovato con una rosa fatta, costruita per la salvezza. Abbiamo fatto i nostri innesti, ma io non mi voglio salvare, voglio vincere!». A (ri)cominciare da domenica, contro una squadra partita forte ma ora in calo: «Degli altri non mi frega niente: io ho la mia squadra e cerco di stimolarli al meglio. In più posso aggiungere che forse siamo tra le società più pulite, che paga regolarmente ed anche i calciatori devono capirlo! Devono uscire dal campo con la maglia piena di sudore, non ammetto frasi come “Non ce la faccio” o “sono stanco”. Sono un po’ inca****. Non faccio sacrifici dalla mattina alla sera per niente».






